Transizione 1987

imporre il letto di Procuste del modello centrale che deve andare bene a chiunque, sempre e dovunque. La situazione italiana è mol to variegata, e si può ben ipotizzare che le conquiste di una regio ne possano servire di stimolo per estendere le condizioni di mi glior favore alle altre regioni. Per esempio, nelle località del Set tentrione si dà per acquisito che il degente in ospedale debba trova re lenzuola pulite e biancheria sufficiente, mentre nel Meridione so no molti i casi nei quali il paziente deve portarsi lenzuola e bianche ria da casa, con conseguenze sul comfort e sull ’ igiene ben immagina bili. In altri casi le esigenze locali si diversificano senza esigere una riunificazione: è il caso dell ’ orario dei pasti, ed in particolare della cena, che nel Meridione deve essere ritardata più che al Nord, se si vuole rispettare il normale bioritmo della vita civile. La gestione locale del problema della sanità, voluta così dalla Costituzione, va peraltro vista sia in chiave di maggior rispetto delle esigenze del territorio sia come un momento di ampliamento della partecipazione — non solo delegata ma anche diretta — alla vita civica, del tutto impensabile a livello nazionale ove la forma democratica prevede in via normale solo la delega della rappresen tanza. Pur essendo concordi con l ’ obiettivo descritto, non si può tuttavia tacere sull ’ inadeguatezza delle proposte avanzate dal Mo vimento Federativo Democratico sulle modalità di attuazione: la legge-quadro proposta a Firenze è del tutto incompatibile con le norme oggettive del nostro diritto e sarebbe di difficile applicazio ne persino in un sistema di tipo inglese (diritto comune). La pro posta del Movimento Federativo Democratico prevede una carta dei diritti del malato per ogni città, proclamata attraverso una procedura spontaneistica, che copra con gli aspetti del rito sociale la carenza di legittimazione giuridica. Le norme contenute nella carta, registrate presso un Ente pubblico, dovrebbero valere alla stessa stregua degli usi e consuetudini raccolti presso le Camere di Commercio, fonte secondaria di diritto alla quale si fa riferimento in carenza di pattuizione esplicita diversa, concordata dalle parti. L ’ accostamento dei diritti proclamati nelle carte con gli usi e le consuetudini del commercio è quanto meno azzardato, poiché le carte registrano un desiderio a fronte di una prassi di senso esat tamente contrario: ad esempio il diritto ad una corretta informa zione sul proprio stato di salute e sui rischi delle terapie viene iscritto proprio perché le denunce dimostrano che molto di fre quente l ’ informazione è incompleta e carente. Tutto l ’ impianto del la legge-quadro proposta a Firenze si regge su una formula pattizia

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