Transizione 1987
le e prioritario. Questo obiettivo tende a riflettersi ed a rimettere in discussione profili del nostro sistema che parevano immutabili: a partire dai meccanismi di rappresentanza e di formazione degli organi di governo dei livelli locali. E il variegato dibattito sulla elezione diretta del sindaco, sviluppato negli ultimi tempi, eviden zia certamente — anche da parte di chi maggiormente è restio nei confronti delle proposte più innovative — un modo nuovo (co munque più cauto ed attento) di accostarsi al problema. Per altro verso, va consolidandosi la convinzione (già presente in alcune delle prime ipotesi delle Carte dei diritti) della centralità della questione amministrativa', ed i profili attinenti alla efficienza ed alla produttività dell ’ amministrazione assumono un valore de terminante in ogni processo riformatore. La stessa revisione delle istituzioni di governo, il miglioramento dei modi attraverso cui si esprime la democrazia rappresentativa potrebbero essere svuotati dalla mancanza di una riforma che conferisca all ’ amministrazione una nuova capacità di soddisfare le domande dei cittadini: poiché è anche e precisamente su questo piano che le istituzioni hanno necessità di rilegittimarsi. E della riforma amministrativa sembra ora rivalutare le impli cazioni il dibattito politico-istituzionale, non più così fortemente concentrato (come è accaduto in qualche fase) sui “ rami alti ” delle istituzioni, spesso lasciando al margine i problemi di fondo della pubblica amministrazione. L ’ attenzione, le elaborazioni, le propo ste, su questo versante, aumentano e si specificano. Può essere significativo, al proposito, ricordare, ad esempio, i lavori delle commissioni istituite presso la Presidenza del consiglio (cosiddette commissioni Nigro, Cassese, Piga) su temi quali il procedimento amministrativo e l ’ accesso agli atti e documenti. Ritornando a vicende di ambito regionale, può essere significa tivo, sia pur sotto altri — e ben distinti — profili, il rilievo che (precisamente in Emilia-Romagna), nel dibattito che ha preceduto le elezioni del maggio 1985 e nei programmi successivamente pre sentati dalla giunta, hanno assunto le questioni del riordino strut turale, organizzativo e funzionale dell ’ amministrazione, in stretta connessione con (e, in realtà, quale essenziale presupposto per) la politica dei “ diritti quotidiani ” (e, del resto, la relazione vale an che in senso inverso: essendo la tutela dei diritti dei cittadini a sua volta, come si è rilevato, un modo per stimolare l ’ efficienza e la migliore organizzazione della macchina amministrativa).
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