Transizione 1987
diabile stato all ’ esistenza ed al funzionamento del SSN, mentre, per altro verso, il loro comportamento è un fattore primario per la salvaguardia della salute loro personale e di quella della collettivi tà. Da molti anni e in tutto il mondo si va riscoprendo sempre più la centralità e l ’ importanza del comportamento e delle abitudi ni individuali e sociali per mantenere e migliorare la salute: tale constatazione sta alla base della necessità di educare alla salute e di coinvolgere tutta la comunità nelle scelte sanitarie, anche per ottenere il massimo di collaborazione possibile; questa è la condi zione di base per un reale recupero della efficienza del servizio sanitario e ancora per il recupero dell ’ efficienza del sistema politi co, altrimenti condannato a degenerare in clientelismo e parassiti smo. L ’ uso di termini come razionalità ed efficienza presuppone che si conoscano e si valutino gli scopi da raggiungere e le risorse impiegate: qui si pone in risalto il problema della valutazione dei risultati, poiché la sua corretta soluzione rappresenta la condizione necessaria per poter discutere di razionalizzazione del servizio sani tario: la razionalizzazione consiste nell ’ aumento dell ’ efficienza del sistema, e cioè nell ’ eliminazione degli sprechi; una soluzione si dice più razionale di un ’ altra quando consente di aumentare il rapporto risultati/risorse impiegate; ora, ammettendo che sia rela tivamente più semplice misurare le risorse impiegate, resta grave la difficoltà di misurare i risultati. Di tutto ciò molti si dimenticano nel corrente dibattito sull ’ azienda sanità, soprattutto quando af fermano la necessità di esautorare i dirigenti politici per mettere a capo dell ’ USL solo un dirigente tecnico, il manager. Dal punto di vista pratico l ’ errore è grave, poiché si ritiene che la salute possa essere delegata al tecnico, così come la gestione dell ’ acque dotto o del gasdotto. Si ritiene cioè che la salute possa essere misurata oggettivamente come i metri cubi prodotti ed erogati, mentre la medicina è oggi ancora molto lontana dal poter quantifi care i suoi risultati con una precisione accettabile. Ancora dal pun to di vista teorico l ’ errore permane: si ritiene infatti che i risultati — quand ’ anche esattamente misurati — possano essere fra loro comparati da parte del solo tecnico, omogeneizzando ad esempio il prodotto “ un anno di vita ” di un bambino con quello di un adulto o di un anziano; qui entrano in gioco giudizi di valore, sensibilità politiche della comunità, che dovrebbero formarsi in un consape vole dibattito fra i cittadini, per giungere poi ad una mediazione fra gli interessi contrastanti, alla nomina di rappresentanti politici, 81
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