Transizione 1987
meno adatta o il placebo possono essere seguiti da guarigione spontanea, indipendentemente e talvolta malgrado le “ amorevoli cure ” ; in un caso e nell ’ altro il giudizio dell ’ utente comune sareb be profondamente errato, perché in molte situazioni solo un esper to sanitario può riconoscere il rapporto causa-effetto, distinguendo lo dalla mera successione temporale. Si vuole invece ribadire la necessità di un avanzamento della scienza epidemiologico-valutati- va, quale premessa necessaria alle successive ponderazioni basate su giudizi di valore, politico sociali e infine individuali, senza le quali viene a mancare la possibilità di usare correttamente la valu tazione scientifica precedente nella procedura per la razionalizza zione del complesso degli interventi sanitari. Il giudizio di valore sociale ed individuale entra a far parte e non contrasta assolutamente col sapere scientifico: in termini con creti ciò implica la necessità di un ’ adeguata diffusione dell ’ in formazione sanitaria in tutti i suoi aspetti sociali ed individuali, generici e specifici. Non si ipotizza una diffusione della cultura enciclopedica sanitaria, ma un ’ azione di educazione sanitaria ten dente a far conoscere gli elementi utili per la prevenzione e la cura delle malattie. È controproducente che il ricoverato per accerta menti diagnostici venga informato su tutte le mille diagnosi diffe renziali che il suo curante via via scarta per giungere alla determi nazione della diagnosi definitiva; al contrario è opportuno, ad e- sempio, che il ricoverato conosca da un lato i rischi di infezione connessi con l ’ ospedalizzazione, dall ’ altro quelli connessi con l ’ ese cuzione di trattamenti alternativi in forma ambulatoriale, al fine di poter far valere la sua preferenza nella scelta della forma della cura. In questo spirito il diritto all ’ informazione sanitaria va appli cato ed esteso, nel nostro Paese, poiché la situazione attuale è estremamente carente al proposito: oltre al diritto dell ’ informazio ne sul proprio stato di salute e sui diritti che la legislazione regio nale e nazionale garantisce al cittadino deve essere diffusa la co noscenza della possibilità di valersi di esperti e di presidi sanitari alternativi, dello stesso grado o di ordini differenti (prima, secon da e terza istanza) nell ’ ambito di una più diffusa conoscenza della struttura complessa SSN promuovendo e regolando una sorta di “ concorrenza amministrativa ” fra servizi pubblici, su basi più ra zionali di quanto oggi non sia dato di vedere. L ’ accesso, e soprat tutto l ’ accesso corretto, deve essere garantito anche alle classi me no istruite, per evitare l ’ instaurarsi del fenomeno denominato re distribuzione perversa dei servizi pubblici, a vantaggio delle classi
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