Transizione 1987

2. Per quanto riguarda il tema dei diritti dei cittadini — cioè non un ’ altra cosa, ma la stessa riforma del Comune vista dall ’ e sterno — la bozza del “ Regolamento sui diritti di informazione dei cittadini ” che la Commissione sta discutendo affronta pressoché interamente le questioni poste a questo proposito dai diversi gruppi politici nei programmi elettorali e successivamente. Esso infatti va oltre la necessaria regolamentazione del diritto ad avere copia degli atti previsto in un articolo della legge sullo status degli amministratori locali, per affrontare il tema della o- biettivazione delle procedure amministrative (si esprimeva così la parte del programma elettorale DC dedicata a ciò) e il tema della tutela dei diritti del cittadino. In forte sintonia con i risultati della sottocommissione Nigro, istituita dalla Presidenza del Consiglio nell ’ ambito della Commis sione che ha affrontato una serie di problemi di rapporto cittadi no-amministrazioni, la bozza di Regolamento è una esemplificazio ne di un nuovo modo di concepire i rapporti tra Comune e citta dino *. 3. Se il fenomeno prevalente nelle autonomie locali cui gli ordinamenti devono adeguarsi è che all ’ amministrazione per atti si è affiancata — diventando prevalente — l ’ azione di produzione di servizi, non v ’ è dubbio che una delle difficoltà maggiori per un processo decisionale efficace e trasparente è il rapporto tra organi comunali (Consiglio, Sindaco, Giunta) stabilito dalla legge in vigo re, il quale risale alla legge Rattazzi del 1965. Esso fa perno sul Consiglio, con la Giunta tenuta a svolgere sostanzialmente un ’ atti vità preparatoria delle sedute consiliari e il Sindaco — figura mo- nocratica forte — che guida l ’ amministrazione e la rappresenta verso l ’ esterno. È un modello adatto ad enti di ridotte dimensioni o con un numero limitato di atti da compiere, che è entrato in crisi prima con l ’ affermarsi del carattere politico-rappresentativo generale del le assemblee locali e poi con l ’ estendersi delle funzioni gestionali delle amministrazioni, e che nelle realtà medio-grandi è da tempo stravolto, pur nel rispetto formale delle norme. Anche la nostra esperienza ci insegna che all ’ attribuzione del massimo di potere formale al Consiglio corrisponde in realtà uno svuotamento so-

* Su questo tema si sofferma l ’ intervento di Francesca Bruni.

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