Transizione 1987
stanziale. Il grande numero di provvedimenti che esso è costretto ad assumere, la maggioranza dei quali sono di carattere particolare — 1.544 delibere nel 1986, che nei grandi Comuni come Roma e Milano sono anche 10-15.000 all ’ anno — , l ’ obbligo che le deci sioni anche di carattere gestionale assumano la forma di atto deli berativo autorizza torio, fanno sì che il Consiglio sia tenuto a pro nunciarsi su singoli atti separati, riuscendo difficilmente a prende re in esame gli indirizzi di fondo della politica dell ’ amministrazio ne. I provvedimenti elaborati dalla Commissione — Regolamento del Consiglio Comunale, delega di funzioni dal Consiglio alla Giunta — , pur muovendosi necessariamente nel quadro legislativo attuale, adottano una soluzione originale anche rispetto all ’ espe rienza di altri Comuni: la distinzione per funzioni tra Consiglio e Giunta, e non per riparto di competenze o categorie di atti, attri buendo al Consiglio le funzioni regolamentari, di pianificazione e di controllo, e alla Giunta la funzione di gestione nelle materie ad essa delegate. Non si tratta qui di una espropriazione del Consiglio da parte della Giunta, ma di un rafforzamento reciproco di en trambi gli organi con un ruolo specifico e distinto. È la stessa soluzione contenuta nel testo di riforma dell ’ ordi namento locale approvato dalla Commissione del Senato nell ’ aprile 1985, concettualmente simile a numerose proposte di riforma del Parlamento e del Governo (in particolare della Presidenza del Consiglio) che tendono ad un rafforzamento dell ’ efficienza dell ’ e secutivo e ad un contemporaneo rinvigorimento delle capacità le gislative e di controllo del Parlamento. In base a questo modello il Consiglio diviene la sede nella quale si elaborano gli indirizzi fondamentali, si verifica lo stato di attuazione delle scelte, si controlla l ’ attività degli organi cui è de legata la funzione di gestione — Giunta e Consigli di Quartie re. La Giunta, avendo la delega ad attuare decisioni consiliari as sumendo tutti gli atti più particolari, deve essa stessa mutare il proprio modo di lavorare. Anziché sottoporre al Consiglio delibere in maniera indifferenziata, deve proporre programmi che sono poi adottati dal Consiglio, i quali costituiscono in molti casi la condi zione per l ’ esercizio della delega. È in rapporto a quest ’ ultimo oggetto di delega dal Consiglio alla Giunta che la Commissione ha elaborato la proposta di nuove procedure per gli appalti e le forniture. Essa è finalizzata al fatto 94
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