Impegno presente 3-1960
La visione di Vietri, sensibilizzata in senso sociologico, accentua la propria indagine e passa dai simboli piu ovvi e comuni che apparivano nei « muri » ad una sintesi dei propri motivi più consapevole, all ’ abbandono di ogni dato superfluo costituito appunto dalle scritte, dai cartelloni, dai titoli ecc. L ’ uomo è il solo simbolo di questi quadri, ed il suo volto, sempre deturpato, sembra ombreggiato, mai caratterizzato, lo fa apparire roso da un insetto informe, da un ’ angoscia ed una perplessità immanente, nella cui rappresentazione però il pittore non scade mai in una problematica esistenziale o soggettivistica, perché il mondo oggettivo lo coglie ben vivo fuori di se e non è confuso con le visioni del proprio io. Questo, appunto perché quelle rappresentazioni non sono oggetti di una indagine esisten ziale bensì sociologica. Potremmo arrivare lontano nella spiegazione di questo aggettivo, po tremmo giungere a parlare di capitalismo e di neocapitalismo, o dell ’ irra zionalità della vita nel mondo occidentale, ma basta dire che tutti questi uomini senza volto scavati ed indagati, queste facce nere e senza sguardo, magari con un cappello di traverso e la cravatta sulla camicia bianca, rap presentano l ’ irrazionalità che il pittore sente fuori di sé, nel perché della vita di questa gente, schiacciata oppressa confusa dall ’ atmosfera densa, dove a volte emerge qualche sprazzo di colore vivace come un richiamo esterno illusorio. Ed egli con freddezza analitica, razionale e spietata, lavora a colpi di spatola con pochi colori, tra cui il nero prevale sempre, a mostrarci la con fusione, la mancanza d ’ umanità, l ’ alienazione incombente in una data realtà sociale. E questa forma è ben altro che un compromesso tra l ’ uso magmatico della materia « informel » ed un generico figurativo « realista ». Perché direi che son raggiunti proprio dei toni opposti a quelli dell ’ informel e dell ’ art autre. Là infatti questo irrazionalismo, caos ed alienazione sono percepiti dal pittore come caratteristiche integranti del proprio io ed il pittore stesso non sa sottrarsi a questa routine assurda della vita, costruen do la propria coscienza in senso opposto, perciò il grande marasma che è intorno a lui lo sommerge ed egli non può che rappresentarne una parte, fuori da ogni caratterizzazione di spazio e di tempo, una parte non sle gata da sé e verso cui non può quindi formulare un giudizio morale. Al contrario Vietri non è sbandato e sommerso da questa irrazionalità, ma anzi è consapevole e sicuro di dove sta il male e lo scopre ogni momento intorno a sé nel mondo oggettivo e nella realtà sociale. Ed all ’ aspetto
mezzi per la rappresentazione d ’ un tipo di realtà, dall ’ uso del disegno pubblicitario, alla inquadratura fotografica, al montaggio e sovraimpres- sione cinematografica, all ’ uso della spatola in maniera liberissima e del collage in maniera evidente, con intermezzi di disegno in cui emergeva l ’ abilità grafica dell ’ autore. Ma nello stesso tempo vedevamo una pacatezza, un uso cosi parco ed antiromantico del colore che ci faceva presumere, sotto la varietà di mezzi, una castigatezza ed un rigore verso sé stesso singolari. Si notava soprattutto qual era il senso della realtà che Vietri voleva rappresentare, qual era il destino delle cose e dei suoi personaggi in mezzo a questi cartelloni magniloquenti ed aridi nello stesso tempo. Si notava la facoltà dell ’ artista di registrare istantanee su una pellicola sensibiliz zata in senso sociologico. Le teste, le scritte, i grandi ed inutili titoli, avevano la pregnanza di simboli di questo grande caos che è la realtà sociale in cui viviamo. Ugualmente ci instradava alla conoscenza dell ’ indole dell ’ autore una serie di rappresentazioni di alberi. Qui dal punto di vista espressivo si era all ’ opposto della varietà di mezzi usata nelle rappresentazioni dei « mu ri ». La costante bicromia bianca e nera, mossa appena da qualche sfuma tura leggerissima verde sul nero e gialla sul bianco, dava un aspetto di monotonia uniforme, dove però emergeva più che mai la serietà e la casti gatezza del pittore ed il suo sforzo di non concedersi ad inutili lirismi. Alberi nudi senza il rilievo plastico che forse l ’ autore avrebbe voluto dare loro, ma con una notevole forza d ’ incisione nei contorni ed una modesta e consapevole ricerca per l ’ uso del collage e del sottofondo plastico, più che ammirevoli. Ammirevoli perché mostrano Vietri in un momento di indagine, cosciente di darci opere di apprendistato, Lehrstucke modesti e monotoni, ma dove, a scapito del successo, aveva saputo evitare l ’ effu sione lirica incontrollata ed impadronirsi con un lavoro paziente d ’ un mezzo espressivo che gli sarà molto utile in seguito. La fase più riuscita del lavoro di Vietri prende il via dagli elementi considerati, che resteranno basilari sotto l ’ aspetto più informe della ma teria, nel fondamento ortografico e nel giudizio morale. Ma l ’ aspetto informe, i volti cancerosi, intaccati dalle macchie nere, la condensazione dell ’ atmosfera che prende un aspetto meno rarefatto e distante e maggiormente imprigiona le figure umane, l ’ emergere del col lage intorno a questi uomini senza volto, tutto ciò non credo vada inter pretato come una frettolosa o perlomeno interessata assunzione d ’ un uso modernistico del colore.
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