Impegno presente 3-1960

La critica ha rilevato particolarmente la vicinanza delle esperienze di Vietri con la pittura di Sughi, ma vorremmo notare che se pur questo legame sussiste, il nostro autore, per l ’ impegno morale con cui si dedica alla rappresentazione delle proprie figure, supera le inquadrature ad effetto dipinte tra un compiacimento decadente ed un ’ ironia scettica dal pittore cesellate. Forse più identificabile è quest ’ influsso nei « muri » pieni di cartelloni pubblicitari e di altri aspetti illusori della nostra realtà, dove non passa inosservata l ’ analogia con i Miti del muro appunto di Sughi. Più evidente è la parentela con Vespignani, con cui ha in comune la sovrapposizione densa dei colori, tale da ottenere un effetto di decomposi zione della materia e della dimensione spaziale. Ma detto questo, va precisato che se nella indagine pittorica e sul modo di fare il figurativo la produzione di Vietri si inserisce nella linea che abbiamo detto, egli si distacca nettamente sia da Sughi che da Vespi gnani che dagli altri per la sua espressione impegnata in un giudizio razio nale ed a volte caustico, strettamente legato ad una precisa concezione storica, piuttosto che volta alla ricerca d ’ una « poeticità » aerea ed im precisata. In questo senso forse Vietri non ha nessuna tradizione contemporanea a cui agganciarsi e deve cercare una mediazione tra un linguaggio moderno e l ’ insegnamento di classici, quanto lui impegnati in un giudizio storico e razionale, quali ad esempio Daumier, Goya, o Lautrec. Questo razionalismo, questo controllo severissimo del nostro pittore, poi, è tanto più originale in quanto si contrappone diretamente ad ogni casualità ed automatismo, per cui la libertà assoluta di forme dell ’ artista odierno di cui parlava Sassu, qui non appare, ostacolata dalla approfondita conoscenza del mestiere, da una volontà di dare significato alla propria espressione, da un costante impegno morale. Per questo la pittura di Vietri, è tra le più interessanti nell ’ attuale momento, perché, depurata da ogni facilità, ci mostra un metodo di lavoro che nei cinquantanni e più di rivol gimenti d ’ avanguardia, in cui il mestiere dell ’ artista ed il suo fondamento di pensiero che non fosse una protesta anarchica erano stati tenuti in poco conto, era stato dimenticato. Ed inoltre perché egli ha saputo anche al di là di quella fredezza un po ’ troppo cristallina e distante giungere infine ad un vero riscatto umano oltre quei volti e quelle macchie con una con trollata pietà in alcune figure di donna a cui ha voluto dare i nomi con venzionali di La Mora, La milanese, Stella.

caotico della vita oppone la sua coscienza lucida, che in sostanza si identi fica e si ritrova nella possibilità d ’ un giudizio morale verso quelle figure e quella realtà. Cosi pure i mezzi espressivi non indulgono mai ad un disfacimento pessimistico e l ’ uso irregolare delle masse di colore, l ’ incertezza dei con torni e degli sfondi (ad esempio nelle due figure deU ’ ^4//ew dell ’ autobus) non è mai l ’ uso caotico e travagliato, la distruzione dello spazio e del disegno degli astrattisti, perché Vietri, pur ottenendo molto spesso nei particolari un effetto visivo che si può avvicinare all ’ informel, sistema però sempre lo spazio razionalmente intorno a queste figure, con il lavoro di spatola aggiungendo tassello a tassello fino ad ottenere una dimensione reale dove tuttavia circola un ’ atmosfera caotica ed informe. Da tutto ciò si può vedere quanto questa pittura sia un prodotto del l ’ intelligenza più che della facile intuizione liricizzante. E se ciò a volte è uno dei limiti maggiori di alcuni quadri di Vietri (come ad esempio nei « muri ») generalmente è un elemento dinamico che rende particolar mente interessante la sua espressione. Infatti i dipinti migliori nascono da una precisa analisi della realtà, della nostra condizione umana, del disa gio e del compromesso che ci circondano. In questo modo i simboli hanno riassunto il loro valore figurativo, le cose, le strade, gli alberi hanno il loro significato, fuori dal suo semplice schema compositivo del quadro. Questa è l ’ unica soluzione per ridare una necessarietà alla rappresen tazione figurativa, al di là del naturalismo ottocentesco e del banale crona chismo neorealista, fuori da una collocazione e assunzione occasionale dei simboli nel quadro come ci avevano abituato a fare gl ’ impressionisti e i vedutisti. Perché solo cosi vi sarà una ragione per dipingere una natura morta o un paesaggio o una figura invece della sintesi e del caos delle loro forme, perché quella natura morta non sarà un pretesto per esprimere una data forma, ma un simbolo per noi pieno di significati. In questo modo finalmente la figura umana ha riacquistato interesse, perché con il suo aspetto di sottomissione all ’ ambiente, il quale impone su di essa la propria ombra e la propria atmosfera caotica fino a cancellare i lineamenti dal suo volto, è uno dei simboli più significativi ed espressivi del nostro tempo, se, come qui avviene, l ’ indagine su di essa non è con dotta ad un livello psicologico bensì sociale e storico. Vietri si inserisce in una linea di pittura ben precisa in cui la figura zione conserva il proprio valore e la propria inevitabilità, una linea che se non può chiamarsi una scuola (e ciò è un bene) è abbastanza chiara e si manifesta nell ’ opera di Vespignani, Sughi, Attardi e Borgonzoni.

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