Impegno presente 3-1960

contro il comuniSmo » con cui il partito comunista (e in pratica qualsiasi opposizione, perché venivano abolite le libertà politiche) era messo fuori legge, cosi tra i primi atti rilevanti del regime di Bonn fu il mettere fuori legge quel medesimo partito, che pur era stato l ’ unico partito organizzato ad opporsi tenacemente all ’ avvento del nazismo. E ancora, dobbiamo no tare che sono ricominciate le lagnanze e le rivendicazioni tedesche sui confini ad oriente, che Bonn si ostina a considerare « di fatto » e non « di diritto ». Come se non fosse sufficiente diritto, da parte polacca, cecoslo vacca e sovietica, l ’ inferno subito con l ’ invasione e l ’ occupazione nazista e quella che negli anni della liberazione d ’ Europa venne considerata la indissolubilità della causa dell ’ Occidente democratico e dell ’ Oriente sovie tico nella comune lotta, perché l ’ imperialismo tedesco perisse e non po tesse mai più risorgere. Conclusioni non se ne vogliono qui trarre; si è trattato di una sola questione riguardante Bonn: altre ve ne sarebbero, come l ’ antidistensio- nismo adenaueriano, la mancata denazificazione e la questione dei confini orientali della germania, da noi appena accennata. Si può comunque trarre, dalla documentazione qui riportata, qualche elemento indicatore, che certo non depone a favore della politica occi dentale nei riguardi di Bonn, o di quella di Bonn in seno alla N.A.T.O. e alla Comunità Europea, politiche entrambe tendenti a stabilire sull ’ Eu ropa occidentale il predominio di una Germania dominata da grandi mo nopoli, la cui unica politica possibile allo stato attuale delle cose sembra quella della corsa al riarmo... e oltre. IV

QUESTIONI DI CULTURA

La tomba del romanzo (A proposito dell ’ ccole du regard)

di G ianni C elati

La rivista II Verri pubblicò nel febbraio scorso un dibattito sul ro manzo italiano del dopoguerra e sulle nuove tecniche narrative, in cui emergeva nella maggior parte degli interventi, quanta attenzione sia rivolta oggi alle tecniche, ed ai temi della nuova scuola narrativa francese che passa sotto il nome di école du regard, sottintendendo che in un orientamento analogo la nostra letteratura potrebbe trovare un toccasana. Inoltre abbiamo visto negli ultimi mesi fiorire le traduzioni di quegli stessi autori francesi con la pubblicazione del Labirinto di Robbe-Grillet (dopo la Gelosia), d ’ un romanzo e degli scritti teorici di Nathalie Sarraute, di Butor, di Beckett ecc. Ed ora che un panorama sufficientemente com pleto di questo nouveau roman è stato presentato al pubblico, pensiamo sia il momento di trarre alcune conclusioni e considerazioni. E ciò non tanto per compiere uno studio particolare e circostanziato, ma per iniziare un discorso sul romanzo, e per portare un contributo alla demolizione d ’ un metodo di lavoro i cui prodotti risultano inadeguati ad agire, influire ed inserirsi nella realtà d ’ oggi. Quando tanti anni fa conoscemmo la Nausée di Sartre, la si guardò come uno sviluppo interno dell ’ esistenzialismo, un ’ opera di aggiornamento se si vuole ma non di rottura in quanto i presupposti erano quelli del l ’ esistenzialismo classico. Ora chi l ’ avrebbe detto che a vent ’ anni di distanza un gruppetto di smaniosi nipotini di Sartre rispolverasse quelle idee un po logore, le addobbasse con vestiti moderni per lanciare aiutato dalla fanfare della critica il nouveau roman fran^aisì Tra il fondamento teorico di costoro e la continua e poco varia autoidentificazione di Roquetin (il protagonista della Nausee) con gli oggetti, non vediamo una fondamentale differenza. Quando Robbe-Grillet in Urie vote pour le roman futur dice che il mondo non è né significativo né assurdo, è semplicemente, quando Nathalie Sar raute parla della « coexistence de sentiments contradictoires », quando

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