Problemi della transizione 1979

Lo scenario energetico

a una ragionevole riduzione dei consumi individuali, ma deve incide re più profondamente nella struttura produttiva e nello stesso mo dello di società 6 . Anche se in linea di principio molti convengono sulla correttezza di questa analisi, provvedimenti concreti per af frontare il problema, anche sul piano legislativo, non vengono presi con l’ urgenza e l’ efficacia necessaria. Inoltre una più profonda con vinzione della gravità della situazione stenta a farsi largo nella co scienza della gente. Le considerazioni sugli scenari energetici ci ri portano alla proposta di austerità e di un nuovo modello di vita, lan ciata due anni orsono al Convegno dell ’ Eliseo, accolta con superfi cialità anche da molti intellettuali solitamente sensibili ai grandi pro blemi dell ’ umanità. 4. Se si guarda alle iniziative italiane per affrontare i vari aspetti della complessa problematica sopra accennata, non si sfug ge all ’ impressione che, nonostante la buona volontà e la competen za della maggior parte delle persone impegnate, le carenze siano ancora numerose. Da tre anni esiste una legge su «Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici» (n. 373, 30 aprile 1976), completata da un «Regolamento di esecuzione» (n. 1052, 28 giugno 1977), e si stanno preparando le relative norme tecniche, ma è già chiaro che sarà difficile ottenerne l’ attuazione. È facile rendersene conto: quanti sanno che già da alcuni anni è prescritto che la temperatura negli ambienti non superi i venti gradi, e, fra es si, quanti seguono la prescrizione? Negli altri campi si mescolano e si sovrappongono, spesso nell ’ ignoranza reciproca, molte iniziative: — Progetti finalizzati del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), in particolare il progetto «Energetica»; — Comitato nazionale per l’ energia nucleare (CNEN): amplia mento delle sue attività al settore delle fonti di energia rinnovabili; — Comunità europea (CEE): iniziative comunitarie nel campo nucleare, solare, del risparmio energetico, ecc. 7 ; — Iniziative industriali varie (una cinquantina di società si oc cupano del settore solare, fra esse ENI, IRI , ENEL, FIAT), anche di società sorte ad hoc per operare nel campo energetico; — Iniziative sparse di Enti locali, di piccoli gruppi di ricerca universitari e del CNR; — «Provvedimenti per il coordinamento della politica indu striale, la ristrutturazione, la riconversione e lo sviluppo del settore» (n. 675, 12 agosto 1977); attraverso questa legge viene affiancato un nuovo stanziamento di 400 miliardi complessivi al «fondo IMI»: «Integrazioni e modifiche al fondo speciale di cui all ’ articolo 4 della legge 25 ottobre 1968, n. 1089, destinato alla ricerca applicata» (n. 652), 14 ottobre 1974); — «Disciplina dell ’ intervento straordinario nel Mezzogiorno per il quinquennio 1976-1980» (n. 183, 2 maggio 1976); articolo 8: «Progetto speciale per la ricerca scientifica applicata»; — «Norme per l’ edilizia residenziale» (n. 457, 5 agosto 1978), articolo 56: «Fonti energetiche alternative».

6 È improbabile che si possa far fronte, ancora per molti anni, a un aumento della produzione di energia elettrica del 5 per cento, come quello che si è avuto dal 1977 al 1978 (l ’ incremento è stato del- 1*8,1 per cento dal gennaio 1977 al gen naio 1978), anno in cui si sono prodotti complessivamente 175 miliardi di kWh.

7 Molto recentemente la Confindustria ha rilevato che le imprese italiane hanno beneficiato solo di una quota modestissi ma degli stanziamenti della CEE destinati alla ricerca scientifica e a quella energe tica in particolare.

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