Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Oltre a ciò, il piano triennale del Governo in materia di politica energetica, vari (tardivi) disegni di legge per l ’ utilizzazione delle fon ti d ’ energia rinnovabili, e innumerevoli Comitati, Commissioni, Sot tocomitati, Gruppi di esperti, e infine le norme ora allo studio per contenere e ridurre i consumi petroliferi. Abbiamo voluto insistere su questo elenco, probabilmente in completo, di iniziative e di leggi, anche se coscienti del fatto che es so risulterà noioso alla maggior parte dei lettori. Ci sembra indi spensabile infatti spingere ricercatori e tecnici a non ignorare ari stocraticamente i fatti, a rendersi conto delle molte cose che si muovono, mentre i più lavorano tranquilli nei loro istituti, o mentre eventualmente dibattono questioni generali e affascinanti come la neutralità della scienza. Problemi enormi e urgenti come quello del le fonti di energia o dello sviluppo del Mezzogiorno non devono es sere affrontati solo studiando il modo di migliorare il rendimento di una cella solare oppure valutando se è meglio insediare al Sud un centro di spettroscopia molecolare o di strumentazione astrofisica: dovrebbe essere evidente che si può fare molto anche occupandosi — ciascuno con la sua competenza — della migliore attuazione delle leggi e dei provvedimenti sopra indicati, in modo da (contribui re a) evitare scelte errate, come quella di Gioia Tauro. L ’ azione basata sulle competenze tecnico-scientifiche non può essere disgiunta da un ’ azione politica. Se è vero che i quadri di rigenti del nostro paese difettano di cultura (scientifica) e che, di conseguenza, trovano difficoltà a inquadrare nella giusta prospetti va alcuni dati essenziali di scienza e di tecnologia, è anche vero che da decenni la classe dirigente sottovaluta sfacciatamente l ’ impor tanza dei problemi della ricerca. Non si può spiegare in altro modo come, nonostante tante discussioni e tanti impegni, il nostro paese non sia riuscito ad ottenere una legge per l ’ Università e una legge che riordini il Ministero della ricerca scientifica, permettendo così anche l ’ indispensabile coordinamento e pianificazione delle varie iniziative di ricerca applicata. Più in generale, bisogna aggiungere che una visione unitaria dello scenario è tanto più necessaria se si pensa che nel prossimo futuro — anzi, a partire da ora — i problemi da affrontare non ri guarderanno la semplice razionalizzazione dell ’ esistente o la cre scita quantitativa delle risorse disponibili e dei beni prodotti. Il perio do della crescita esponenziale è alle nostre spalle, probabilmente per sempre; i primi avvertimenti in senso contrario si sono manife stati già da oltre un decennio. Ora siamo entrati nella zona di una crescita controllata e selettiva e, per certi aspetti, in quella che si chiama zona di inversione della curva logistica: i problemi (fonti d ’ energia, materie prime, alimenti, sprechi, difficoltà di gestione dei grandi sistemi, degradazione dell ’ ambiente e della società stessa) ormai, come da molte parti si è segnalato, non possono essere af frontati separatamente con i criteri tradizionali. Sono necessa rie tecnologie appropriate nel quadro di una strategia appropria ta. È necessario utilizzare in modo unitario tutte le competenze per essere in grado di affrontare i problemi dell ’ austerità, i problemi del la transizione dal modello di sviluppo tradizionale a quello che po tremmo chiamare anche noi «oltre l'età dello spreco», perchè è in. questo nuovo quadro che si svilupperà la costruzione della società socialista. R.F.
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