Problemi della transizione 1979
Sindacalismo rivoluzionario
glie pure la diffusione in strati di proletariato urbano industriale. Nell ’ articolo La conquista dello Stato del luglio '19 il sindacalismo è chiaramente forma del movimento proletario nel suo insieme, sia operaio che contadino. Non a caso del resto nel novembre dello stesso ’ 19 Gramsci sentirà l ’ esigenza — seguito nel dicembre da Togliatti 15 — di chiarire l ’ intima, essenziale diversità fra «sindacali smo pseudo-rivoluzionario» la cui pratica «è negata dal movimento torinese dei commissari di reparto» 16 ed organizzazione consiliare. La valenza della polemica è complessa. Una delle sue determinanti essenziali è proprio quel tema dei «modelli organizzativi» su cui ha richiamato l’ attenzione in particolare Maurizio Antonioli 17 . Se c ’ è chi non tende a provincializzare l’ esperienza sindacalista rivoluzio naria italiana questi sembra proprio Gramsci. Come mostra, in mo do palese, l’ articolo II nostro indirizzo sindacale comparso nell ’ otto bre del '23 in cui l’ esperienza sindacalista rivoluzionaria è non ca sualmente accostata proprio a quella degli Industriai Workers of thè World 18 . E a partire da questo passaggio della riflessione gramscia na mi chiedo se sia illeggittimo ipotizzare una sfumata, ma attiva, presenza sullo sfondo anche dell ’ esperienza sindacalista rivoluzio naria nell ’ arrovellarsi gramsciano suH ’ «americanismo». Certo que sto riferimento c ’ è, ed è anche esplicito, in un altro punto della sua ricerca — che si collega ad uno dei diversi piani d ’ indagine che s ’ intrecciano nello scavo suH ’ americanismo — e cioè laddove ac cenna, nell ’ ambito d ’ un discorso al centro del quale stanno appunto i modelli organizzativi, alle «difficoltà che trovano i teorici del corpo rativismo a inquadrare il fatto sindacale (organizzazione delle cate gorie)» e alla «sorda lotta tra sindacalisti tradizionali (per es. E. Ros- soni) e corporativisti di nuova mentalità (per es. Giuseppe Bottai e Ugo Spirito)» 19 . Nella necessità di distinguere con chiarezza la posizione con siliare ci sono ragioni immediate, connesse alla realtà del movimen to di massa torinese di quegli anni. Ce ne dà, nella lezione sugli anarchici, una precisa testimonianza Togliatti. Qui si cozza diretta- mente con il tema riproposto da Alceo Riosa sulla scia di una aper tura di Enzo Santarelli 20 un po ’ troppo precipitosamente, a mio avvi so, chiusa da Alessandro Roveri 21 . Riferendosi ad alcune notazioni di Leo Valiani 22 , Riosa propone un percorso che verifichi sui quadri intermedi, sulla ossatura portante del partito «fino a che punto l’ evo luzione [di un certo numero di quadri] dal sindacalismo al comuni Smo si snoda lungo una linea di continuità e in che misura, invece, è il risultato di un ripensamento, di un rifiuto della esperienza passa ta» 23 . L ’ impostazione non è priva di qualche punta di schematismo. E tuttavia la si può assumere come indicazione di una esigenza ed una direzione di ricerca. Tracce per un primo abbozzo di risposta si trovano nella lezio ne sugli anarchici di Togliatti. A prima vista Togliatti appare, nonché muoversi in uno schema simile a quello di Riosa, sostenitore della tesi della rottura radicale. Nella Torino del primo dopoguerra una parte del vecchio quadro «anarco-sindacalista» si congiunge ai co munisti. Il passaggio, per il leader del PCI, è reso possibile da una giusta proposta politica positiva del partito comunista 24 congiunta
15 Nell ’ articolo Polemica sui consigli Cfr. P. Togliatti, Opere. I 1917-1926, Roma 1967, pp. 88-91. 16 Gramsci, L'ordine nuovo, cit., p. 47. 17 Cfr. Antonioli, op. cit., passim. 18 Gramsci, La costruzione..., cit., pp. 3-4. 19 Gramsci, Quaderni, III, p. 1794. Ma si
23 Riosa, op. cit., p. 9. 24 «Nelle fabbriche, anche per gli operai anarchici, il problema del potere veniva posto in modo tale che non potevano ri fiutarsi di prendere parte alla lotta» (P. Togliatti, Opere III. 2. 1929-1935, Roma 1973, ’ p. 665).
vedano per intero le pp. 1794-98. 20 Santarelli, La revisione del marxismo in Italia, Milano 1964, p. 109. 21 Roveri, Il sindacalismo rivoluzionario in Italia, «Ricerche storiche», n.s., a. V, 1975, n. 1, pp. 39-42. 22 Valiani, Questioni di storia del sociali smo, Torino 1975, pp. 116-7, 162-3.
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