Problemi della transizione 1979
Sindacalismo rivoluzionario
riale più diffusa, ad una più salda organizzazione dei promotori dell ’ iniziativa la grande arma politica di questa specifica forma di solidarietà viene ripetutamente usata nel dopoguerra dal PCI. L ’ Emilia — in cui pure nel trentennio repubblicano si dà una presen za del movimento operaio del tutto particolare — servendosi di que sta arma denuncerà lo stato d ’ abbandono del sud e del Polesine, fornirà ulteriore capacità di resistenza alla lotta delle Reggiane, contribuirà alla denuncia dei mali della montagna. Con la sua offer ta, declinata dal popolo friulano, di ospitare i bambini del Friuli colpi to dal terremoto eleva una chiara voce di protesta contro l ’ imprevi denza dei governanti. Anche a questo complesso di esperienze, dalle valenze politi che via via diverse, si possono appllicare le parole usate da Umber to Sereni per definire funzione e peso della solidarietà espressa at traverso l ’ esodo dei bambini ai lavoratori parmensi nell ’ otto: «se in dubbio è il contributo materiale che l’ esodo (...) apportò alla lotta (...) di più profonda incisività si rivelò il suo riflesso sulla psicologia della massa che partecipava in prima persona ad una vicenda il cui ricordo sarebbe rimasto indelebile per il resto dei suoi giorni» 27 . Visto in quest ’ ottica, densa e dialettica, assume un significato non tattico nè formale il riconoscimento — pur nella polemica — del ruolo e del significato del sindacalismo rivoluzionario che è una costante dell ’ atteggiamento comunistà di fronte al fenomeno in at to: lo si ritrova in Gramsci, lo si ritrova in Togliatti, è la sostanza di un articolo del ’ 24 di Di Vittorio 28 il cui passaggio al PCI non ha e non assume i caratteri dell ’ abiura. Un ’ altra pista s ’ interseca qui con il nostro ragionamento: quella della corrente unitaria dell ’ USI e de gli effetti dell ’ adesione di questa organizzazione all ’ Internazionale sindacale rossa. Un fatto che — come si sa e come è evidente dalla mozione del I convegno nazionale delle organizzazioni sindacali co muniste del settembre del ’ 21 29 — determina il prodursi di nuclei comunisti all ’ interno dell ’ USI stessa. 5. C ’ è anche, mi sembra, un ulteriore terreno che sarebbe uti le e necessario indagare a fondo per cogliere, nei suoi risvolti ultimi, l’ apporto dell ’ esperienza sindacalista rivoluzionaria alla formazione storica del movimento operaio dell ’ Italia repubblicana, che mi pare trapeli da una lettura delle Lezioni sul fascismo di Togliatti, il nucleo essenziale del corso sugli avversari. Gli esiti di destra di una parte del personale politico di matrice sindacale rivoluzionaria oortano al fascismo una esperienza che dev ’ essere osservata con attenzione. Come la ricerca conferma ogni giorno di più, il sindacato fascista ha una sua funzione di con trollo che vorrebbe trasmutare in «fabbrica del consenso». Ma, rela tivamente all ’ antica esperienza di lavoro di massa di molti suoi diri genti, è sufficiente il criterio dell ’ uso spregiudicato e demagogico di tale esperienza? Mi chiedo se proprio da questa larga e profonda esperienza traggano origine esigenze — che si combinano pure con problemi di potere di gruppo — il cui fine è certo un più pene trante controllo, ma che hanno tuttavia il risultato di tenere aperta tutta una serie di crepe e con ciò, si può ipotizzare, una funzione —
27 Sereni, op. cit., p. 22. 28 Di Vittorio, ComuniSmo e sindacali smo rivoluzionario, in M. Pistillo, Giusep pe Di Vittorio 1907-1924. Dal sindacali smo rivoluzionario al comuniSmo, Roma 1973, pp. 301-5. 29 Ibidem, p. 218.
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