Problemi della transizione 1979
Sindacalismo rivoluzionario
matismo. Ma siamo appunto qui per porci e per porre domande, convinti come siamo tutti che la ricerca è vivente «forza materiale» nello scontro di classe che è sostanza della battaglia politica, idea le, culturale. Riflettendo sulla fortuna storiografica del sindacalismo rivolu zionario non può, mi sembra, non venire alla mente, non proporsi al la verifica critica un aspetto abbastanza caratteristico della storio grafia italiana del movimento operaio e cioè la scarsa attenzione ad un problema che trova forse una sua più compiuta espressione nel le esperienze sindacaliste rivoluzionarie o, se vogliamo, anarco-sin- dacaliste di altri paesi, ma che pure in quello italiano è presente: tut ta la vasta tematica dell ’ autogoverno dei produttori. Una questione che percorre pure il riformismo. E non è un caso che nella relativa abbandonza di ricerche sul riformismo la esperienza delle coopera tive — che, quale possa esserne il giudizio sulla funzione, si muove nel quadro di quel grande problema — solo da poco sia entrata a far parte degli «oggetti» di ricerca scientifica di primo piano. Relega ta come è stata per lo più fino a tempi recenti alla pubblicistica cele brativa. Un limite che origina da una certa distorsione statalista — sto ricamente determinata ed ideologicamente datata — della compo nente più forte e teoricamente più agguerrita del movimento ope raio italiano? Anche in questo caso, comunque, si potrà pervenire a risultati fecondi ove si sappia, come non sempre si sa, sfuggire la tentazione di appiattire in una unilateralità propagandistica le rispo ste, anche storiche, imposte dalle domande del presente. R.F.
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