Problemi della transizione 1979
Cultura e ideologia nella ricerca italiana sui mass-media La ricerca sulle comunicazioni di massa versa oggi in Italia (ma non solo in Italia) lin un oggettivo stato di crisi. Tema ghiotto, dunque, per una rivi sta che pone al centro dei propri interessi i proble mi della transizione. Tema un po ’ meno ghiotto, invece, per coloro che si occupano da vicino — vorrei dire all ’ interno — delle discipline interessa te ai media, alle loro strutture, ai loro aspetti so ciolinguistici, ai loro effetti. Un dato costante di ogni saggio in materia sembra essere infatti, negli ultimi tempi, una premessa identica alla nostra, e formulata in modo ancor più apodittico. Una sorta di tappa obbligata di tributo doveroso ad un pre supposto state of thè art. Le analisi della crisi ovviamente non mancano: i lavori di Giovanni Bechelloni, Franco Rositi, Giam paolo Fabris, Lorenzo Haendel, Paolo Fabbri e so prattutto Mauro Wolf 1 sono ormai quasi dei classi ci al riguardo. Per il resto, parlare di crisi delle di scipline delle comunicazioni di massa è un pas saggio in cui si testimonia apertura, modernità, aggiornamento e copertura di modi tradizionali che la ricerca tende poi tranquillamente a prose guire. La crisi della ricerca sulle comunicazioni di massa viene invece assunta in questa sede come sfondo costante, come punto di riferimento conti nuo. E non solo in merito a questo saggio, ma an che in rapporto con i futuri contributi — applicati o teorici — che la rivista cercherà di presentare. La crisi della ricerca sulle comunicazioni di mas sa come testimonianza non solo di profonda tra sformazione interna alle singole discipline interes sate, ma anche di processi complessivi di trasfor mazione della società in cui viviamo e di cui le di scipline delle comunicazioni di massa — discipli ne massimamente fondate sul sociale — non pos sono non portare il segno radicato. 1.2. Teorie della crisi Sulla base delle considerazioni che precedono, occorre allora analizzare brevemente il tipo di ri flessioni che recentemente si è venuto sviluppan do sulla crisi della ricerca sulle comunicazioni di massa e sulle sue cause. Precisando subito che si tratta per noi di un passaggio funzionale a capire le ragioni di una indagine sulle riviste italiane di settore, e che pertanto ci serviremo abbondante mente di alcuni saggi già noti. Per la precisione, due: quello di Mauro Wolf, La ricerca italiana sulle comunicazioni di massa 1 2 , e quello di Giovanni Ce sareo, La nuova serie di «Ikon» 3 . Wolf identifica tre tendenze generali nei modi di presentare la crisi: quella del riconoscimento ge nerico della sua esistenza, unito sempre con l ’ ap passionata speranza del suo superamento attra verso la bacchetta magica dell ’ interdisciplinarità; quella della riduzione della sua portata; quella del la visione ottimistica di un suo superamento già in atto. Sempre Wolf esamina poi con molta profon dità le diverse maniere di vedere le cause della crisi, e le presenta attraverso alcuni autori rappre sentativi di tali diversità. Il primo è Bechelloni 4 , che critica la debolezza delle tecniche impiegate nella ricerca, l ’ identifica zione dei problemi generali delle comunicazioni di massa con quelli degli effetti delle comunicazioni di massa, l ’ impostazione sociologica struttural- funzionalista della ricerca. Bechelloni vi contrap pone una sociologia delle comunicazioni di massa che diventa in realtà sociologica dei fatti culturali tout-court. Il secondo è Fabris 5 , che critica l’ asi- stematicità delle ricerche, la natura legittimante di queste ultime nei confronti delle strutture comu nicative esistenti. Per Fabris la via di uscita è rap presentata da una nuova riflessione critica, oggi emergente, che punta a cogliere i nessi fra strut ture comunicative e contesti socioeconomici che le determinano, e che è originata da una nuova consapevolezza sociale — e politica — dell ’ im portanza delle strutture comunicative nella nostra società. Il terzo autore è Haendel 6 , che intravede nella crisi una sorta di situazione staticamente contraddittoria: da un lato il problema delle comu nicazioni di massa si fa centrale nella nostra so cietà anche come domanda diffusa di conoscen ze, dall ’ altro la ricerca in materia si fa progressi vamente marginale. Ma dalla contradditorietà si tende ad uscire solo attraverso la proposta di ana lisi sempre più globalizzanti. Mentre per Haendel il punto cruciale è l’ esame dello stato della ricer ca in quanto condizionato dal tipo di domanda che di Omar Calabrese I PREMESSE 1.2. La crisi
cazioni di massa, in Op. cit. 3 Cesareo, La nuova serie di «IKON», «IKON», 1-2, settembre 1978. 4 Bechelloni, Op. cit. 5 Fabris (a Cura di), Sociologia delle co municazioni di massa, Milano 1976. 6 Haendel, Op. cit.
braio, 1976. Fabbri, Le comunicazioni di massa in Ita lia: sguardo semiotico e malocchio della sociologia, «Versus», 5, maggio-agosto 1973. Wolf, Gli apparati delle comunicazioni di massa, Firenze 1977. 2 Wolf, La ricerca italiana sulle comuni
1 Bechelloni, La macchina culturale in Italia, Bologna 1974. Rositi, Contraddizioni di cultura, Firenze 1971. Haendel, Osservazioni sul dibattito in corso nell'ambito del Centro interuniver sitario di Scienze della Comunicazione, «Bollettino informativo del CISC», 2 feb
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