Problemi della transizione 1979
Democrazia in Occidente
ta «almeno fino a che perdura la separazione fra società civile e società politica» 14 . È vano attendere, allora, la nascita del Grande Filosofo, capace di conciliare l ’ inconciliabile. Il punto è che la democra zia «dimidiata», della quale discorre Bobbio, è coessenziale alla società capitalistica; è il massimo di democrazia politica com patibile con il mantenimento del modo capitalistico di produ zione. Se la democrazia occidentale resta «dimidiata», secondo il giudizio di Bobbio, perché non è arrivata alle «grandi decisio ni che riguardano lo sviluppo economico», bisogna aggiungere che questo suo limite storico è anche un suo limite necessario, oltre il quale essa non può essere spinta senza, per ciò stesso, mettere in discussione il fondamento della società capitalistica: la separazione, appunto, della società civile dalla società politi ca, l ’ appropriazione privata del prodotto sociale. È una considerazione tutt ’ altro che nuova: fu formulata da Marx, la troviamo ampiamente svolta proprio da Lenin. Nelle Lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 leggiamo che «le condizioni democratiche pongono in discussione le basi stesse della società borghese» 15 . E leggiamo in Stato e rivoluzione: «la democrazia ha una enorme importanza nella lotta della classe operaia contro i capitalisti per la propria liberazione»; e poi «qui “ la quantità si trasforma in qualità ” : tale grado di demo cratismo significa uscire dal quadro della società borghese, si gnifica l ’ inizio della sua riorganizzazione socialista. Se effetti vamente tutti partecipano alla gestione dello Stato il capitali smo non può più mantenersi. E lo sviluppo del capitalismo, a sua volta, crea le premesse perché effettivamente “ tutti ” possa no partecipare alla gestione dello Stato» 16 . Perché Lenin pensa va che, ad una data fase di sviluppo della democrazia, il capita lismo non potesse più «mantenersi»? Lo fa comprendere là do ve scrive «lo sviluppo della democrazia fino in fondo, la ricerca delle forme di un tale sviluppo, la loro verifica nella pratica, ecc., tutto ciò costituisce uno degli elementi fondamentali della lotta per la rivoluzione sociale. Nessuna democrazia, presa a sé, può dare il socialismo, ma nella realtà la democrazia non sarà mai “ presa a sé ” , ma farà parte di un tutto, eserciterà la propria influenza anche sull ’ economia, ne stimolerà la trasfor mazione, sarà soggetta all ’ influenza dello sviluppo economico, ecc. Questa è la dialettica della storia reale» 17 . Ma sono passati centotrent ’ anni dalle Lotte di classe in Francia, sessant ’ anni da Stato e rivoluzione. E giusto doman darci, come si domanda Bobbio, «perché dove si è realizzato il socialismo non vi sia democrazia e dove si sono osservate le re gole del gioco democratico il socialismo sinora non è venuto e non sembra nemmeno imminente (a giudicare anche dai paesi che in fatto di democrazia la sanno più lunga di noi)» 18 . Dob biamo, allora, trarre dall ’ esperienza storica il ^giudizio che non è possibile alcuna transizione democratica dal capitalismo al socialismo, e che la sola strada percorribile è quella poi di fatto praticata da Lenin? Dobbiamo concludere, proprio come i
14 Bobbio, in II marxismo e lo Stato, Ro- ma, 1976, p. 35 s. 15 Marx, Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850, trad. it., Roma, 1970, p. 167. 16 Lenin, Stato e rivoluzione, trad. it., Ro ma, 1972, p. 114 s. 17 Ibidem, p. 91.
18 Bobbio, op. cit., p. 27.
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