Problemi della transizione 1979

Stato, politica urbana e città

rispetto alle strutture fisiche, molto frequentemente legate, per esempio nella Spagna, a tutto un passato medievale. In questo senso c ’ è una sfasatura molto evidente fra il nuovo uso richiesto e le forme spaziali esistenti. Ma l ’ adattamento non è soltanto funzionale. Di fatto, questo adattamento funzionale fa da sup porto ad altri processi molto più complessi e molto più con- traddittorii. In termini puramente fisici, qualsiasi urbanista sa che il rispetto di una città medievale richiede una serie di misu re limitative all ’ introduzione dell ’ automobile nei flussi urbani e nelle strutture viarie. Il problema è che questo adattamento funzionale, in gene rale, serve da punto di partenza per altre trasformazioni più importanti, e in particolare per il nuovo processo di valorizza zione del suolo. Nella nostra economia, la preminenza del va lore di scambio sul valore d ’ uso, fa sì che le nuove funzioni ur bane valorizzate, come le funzioni direzionali, la residenza di categorie sociali elevate in termini di entrata economica e di status sociale, tendono ad espellere dal centro le attività e la po polazione esistenti per tradizione storica in questo spazio. Lo spazio centrale viene ad essere altamente valorizzato in termini di prezzi e di mercato urbano; allo stesso tempo, però, questa valorizzazione potenziale non può realizzarsi finché si mantie ne rigida l ’ occupazione esistente. Ecco, dunque, per il capitale privato, la sfasatura fra il basso rendimento economico dell ’ uso esistente e l ’ alto rendi mento potenziale dei nuovi usi verso i quali la struttura urbana tenderebbe nella sua dimensione centrale. Questo spiega come si tenda allora ad adattare i valori d ’ uso ai valori di scambio. Ad un terzo livello si produce un ’ altra sfasatura: nel centro del le città si assiste al deterioramento di edifici, di condizioni di vi ta e di attrezzatura urbana rispetto agli standard di attrezzatura e di abitazione cui giunge la società; ciò è dovuto all ’ invecchia mento delle strutture fisiche esistenti nei centri antichi che, ge neralmente, sono centri di un ’ età urbanistica anteriore rispetto al resto. La spiegazione di questo fenomeno è molto semplice e si deve al fatto che tutta la città cresce dal centro verso la perife ria. Questo deterioramento di servizi e di attrezzature urbane è una conseguenza dei processi precedenti e non la determinante del rinnovamento. In altri termini, l ’ invecchiamento fisico delle strutture, usato come giustificazione ufficiale per una operazio ne di rinnovamento, non è altro invece che la conseguenza degli altri processi. È per l ’ aspettativa della nuova destinazione di uso e per la dimensione economica e funzionale di questa aspet tativa, che si verificano il deterioramento e la carenza di manu tenzione delle strutture esistenti. Ossia, ogni struttura fisica può essere conservata se viene attuata una politica, sia pubblica che privata, volta alla difesa di queste strutture; se questo non avviene è perché gli interessi funzionali ed economici sottostan ti non rappresentano uno stimolo sufficiente alla conservazione della struttura urbana. Una delle maggiori contraddizioni dello sviluppo urbano, che accennerò soltanto riservandomi di svilupparla più avanti, è che si realizza con la distruzione delle strutture esistenti e rag giunta di nuove strutture fisiche. È evidente, invece, che una politica centrata sul patrimonio urbano esistente dovrebbe ten dere piuttosto alla difesa e alla conservazione di tutte le struttu re e soltanto in un secondo momento al loro ampliamento per le nuove necessità. Di fatto, le nostre città progrediscono auto-

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