Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
distruggendosi invece che continuare a crescere partendo dalla conservazione di ciò che già esiste. Questo argomento di politica urbana è uno degli elementi che stanno comparendo in tutte le polemiche degli ultimi dieci anni riguardo al nuovo modello di crescita urbana. Questa vie ne intesa come crescita su ciò che già è costruito e non come ampliamento di quartieri periferici senza fine, lasciando che si distruggano le città già esistenti. Questo processo di adattamento funzionale, fisico e di rendimento economico nell ’ utilizzazione del suolo centrale è un processo organizzato ed elaborato dagli interessi economici e sociali dominanti. In questo senso, su questi tre elementi che spingono verso un rinnovamento urbano, viene a prodursi una duplice pressione di gruppi di interesse che tentano di porre le basi per questo necessario rinnovamento. Da un lato ci sono le imprese e le amministrazioni che hanno bisogno di un adatta mento funzionale del centro per attività direzionali e per l ’ orga nizzazione degli scambi, sia di persone che di merci, necessarie alla crescita urbana; ovvero, si determinano gli interessi funzio nali in cui questo rinnovamento si realizzi. Dall ’ altro, saranno presenti interessi del capitale immobiliare per il controllo e la direzione di questa operazione. Infatti, la produzione e la commercializzazione di beni ur bani legati ad una situazione centrale è, generalmente, quella che produce un rendimento più alto e una più alta percentuale di guadagno. Ad una condizione: che si creino previamente i presupposti di rendimento per la promozione di nuove attività. In altre parole, il rendimento per il capitale privato è possibile se precedentemente il terreno centrale è stato preparato per la creazione di queste attrezzature urbane. In queste condizioni, la più alta percentuale di guadagno è legata allo sviluppo di at tività direzionali. Tre sono le ragioni fondamentali per cui è assolutamente necessario che questo rinnovamento dei centri venga organiz zato o coperto dallo Stato e dall ’ Amministrazione nei suoi di stinti livelli: Centrale, Provinciale o Locale. In primo luogo, per superare il frazionamento della proprietà del suolo e per creare meccanismi che permettano di raggruppare conveniente mente la proprietà del suolo, o di favorire un raggruppamento privato delle proprietà, in modo da permettere operazioni red ditizie. Inoltre, l ’ importanza dell ’ intervento dello Stato è dovu ta alla necessità di finanziare i costi di demolizione, gli oneri di spostamento, la creazione delle infrastrutture urbane necessa rie per la destinazione del territorio a nuovi usi. Infine, poiché l ’ operazione di rinnovamento urbano comporta un elevato co sto sociale dovuto allo spostamento di attività e di popolazio ne, l ’ intervento degli enti pubblici si rende necessario per legit timare socialmente la distruzione del patrimonio e il disloca mento della popolazione in nome dell ’ interesse generale. Natu ralmente, non tutto il rinnovamento urbano è di inziativa stata le; ma lo Stato, direttamente o indirettamente, interviene in forma decisiva, per aprire un varco in un agglomerato urbano. A partire da un primo processo di rinnovamento, si avrà un successivo allargamento di questi effetti, sia in termini di rendi mento economico che di legittimità sociale, a nuove zone dell ’ agglomerato urbano che precedentemente sono state, però, preparate da una politica ufficiale dominante. Alla crisi del centro corrisponde, dunque, l ’ adattamento
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