Problemi della transizione 1979

Stato, politica urbana e città

servizio quotidiano della popolazione 7 * * . Questo è stato proprio il tallone di Achille del gollismo in Francia. Non avendo mai potuto assicurare una rappresentanza popolare stabile, sia a causa della sinistra che della destra, ad eccezione di Bordeaux, tutte le città francesi sfuggirono sempre al controllo diretto dell ’ apparato del partito gollista. Nella nostra ipotesi affer mammo che, nel caso di Parigi, si era approfittato del fatto che questa era l ’ unica città in Europa — escludendo Spagna e Por togallo — che in quel momento non aveva alcuna autonomia popolare. Questa mancanza di autonomia era dovuta ad una ragione storica molto semplice: la Comune di Parigi. Dal 1871, Parigi era sempre stata direttamente gestita dal Primo Mini stro. Supponemmo che, quando il processo di cambiamento sociale e politico a Parigi fosse stato assicurato, in parte, per mezzo del programma di rinnovamento urbano, probabilmen te si sarebbe creata una nuova legge di autonomia locale e si sa rebbe eletto un sindaco di Parigi che sarebbe stato l ’ espressio ne, a livello locale, del partito gollista. Se oggi insisto su questa ipotesi è perché lo scrissi chiaramente nel 1970 e in quel mo mento fui accusato di demagogia politica. Non sembra che lo fossi poi tanto: si trattava, semplicemente, di osservare i risul tati politici che venivano a prodursi nei quartieri di Parigi a ma no a mano che il rinnovamento avanzava. Così, dunque, nel caso del rinnovamento parigino, si arti colano tre determinanti fondamentali nel processo di rinnova mento. La prima è quella del cambiamento funzionale necessa rio alla città di Parigi per trasformarsi in un centro direzionale, corrispondente alla nuova organizzazione della regione metro politana. Il secondo aspetto è costituito dai considerevoli gua dagni offerti al settore privato da questa operazione di rinnova mento. Attraverso il sistema di imprese miste, che organizzava no l ’ operazione, i fondi pubblici assicuravano le spese di demo lizione e di risanamento del terreno. Le prerogative pubbliche assicuravano anche la mobilità della proprietà urbana, attra verso l ’ esproprio per ragioni di pubblica utilità, garantendo al capitale privato l ’ appalto per la costruzione dei nuovi edifici e dei servizi nel centro di Parigi. Infine, accanto all ’ utilità funzio nale e a quella economica per i settori di capitale privato, vi era una utilità politica per l ’ apparato dello Stato, controllato al suo più alto livello dal partito gollista. Quindi, esisteva una artico lazione di interessi funzionali, economici e politici, nel tratta mento dello spazio urbano per mezzo del programma di rinno vamento del centro. Esporremo ora, in modo molto più conciso, un ’ ipotesi ab bastanza simile riguardo al caso del rinnovamento delle grandi città americane. Il programma di rinnovamento urbano negli Stati Uniti è forse il più gigantesco della storia dell ’ umanità in termini di risorse mobilitate e di effetti prodotti sulla struttura urbana. Ebbe inizio nell ’ anno 1962-63, si concluse nel 1975 e comportò l ’ espulsione di circa quattro milioni di persone. Basandoci sui dati esistenti, dimostrammo che in questo 7 Vedasi, per una discussione di questi ar gomenti, il nostro lavoro La cuestión mu nicipale «Argumentos», Madrid, giugno 1978.

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