Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

programma erano presenti tre caratteristiche fondamentali. In primo luogo, si trattava di un programma assolutamente ri stretto al centro commerciale delle città, delle grandi città e in assoluto alle zone più deteriorate, zone che nell ’ urbanistica americana si chiamano città centrali. In realtà è la città centrale ad essere deteriorata e non il centro urbano; di fatto, fu il cen tro urbano ad essere rinnovato e non la città centrale. Questi programmi si prefiggevano, inoltre, l ’ espulsione dal centro urbano delle minoranze etniche. Il 70% delle perso ne espulse dal rinnovamento urbano americano erano infatti persone appartenenti ad alcune di queste minoranze: neri, por toricani, messicani, cinesi, giapponesi, ecc. 8 . Di conseguenza, il programma agì come una specie di cordone sanitario verso una popolazione che minacciava, con la sua presenza fisica im mediata, l ’ ordine sociale e l ’ ordine pubblico dei centri direzio nali situati nel centro delle città americane. Infine, questa operazione di rinnovamento diede impulso, soprattutto, alla protezione e all ’ esecuzione dei grandi centri commerciali e alla difesa di certe istituzioni culturali di élite, la cui ubicazione centrale era assolutamente necessaria. Ad esempio, uno dei casi più importanti nel rinnovamento americano è quello delle grandi università. Le grandi universi tà, costruite nei centri delle grandi città verso la metà e la fine del XIX secolo, successivamente si trovarono circondate dai ghetti, con il conseguente deterioramento del prestigio e del li vello sociale dei quartieri attorno. Il programma di rinnovamento urbano, sia negli Stati Uni ti che a Parigi, dagli studi realizzati risulta come una operazio ne di contenuto classista molto esplicito, anche cosciente, e in entrambi i casi l ’ intervento del governo al massimo livello è fondamentale. Nel caso degli Stati Uniti è una questione di competenza del Governo Federale. A Washington ci sono, in particolare, programmi molto centralizzati in cui si dispongo no due terzi dei fondi pubblici per i comuni e in cui si articola no realmente gli interessi politici con quelli economici, funzio nali, sociali e culturali di difesa della élite. Per quanto si riferisce a Madrid, ci basiamo sugli studi che cominciano ad affiorare, in particolare sul libro di Alfonso Al- varez Mora, sulla ricostruzione del centro di Madrid 9 , e su di una tesi di dottorato di Rafael Mas sui cento anni di storia del quartiere di Salamanca. I dati di cui disponiamo indicano che il rinnovamento di Madrid è ancora più brutale e più direttamen te legato agli interessi dei gruppi finanziari e monopolistici. Non esiste nessuna delle misure di difesa o di protezione che, in un certo senso, nel caso di Parigi o in quello degli Stati Uniti erano certamente presenti. Approfittando della situazione politica esistente, della mancanza di libertà e di rappresentanza politica a qualsiasi li vello, unita ad una urbanistica di «autostrade», questo proces so è sfociato in ciò che si potrebbe quasi qualificare come urba

8 Particolarmente in questo senso sono le ricerche di Chester Hartman. 9 A. A. M ora , La remodelación del centro de Madrid, Ayuso, 1978. io

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