Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
considerando però che tale intervento viene a collocarsi nel contesto di una economia di mercato e quindi, insiste su suoli non socializzati. In questo momento, qualsiasi alternativa urbanistica che non parta da questi presupposti, è più un ’ ipotesi accademica che una considerazione di politica urbana. Partendo da queste basi, come possiamo affrontare il pro blema della centralità in modo più concreto, in termini di misu re di politica urbana? Il primo argomento che tratteremo è rela tivo alla problematica del decentramento regionale e della limi tazione della crescita di Madrid. Tutto ciò che non sia volto a porre limiti a questa crescita e a prendere le misure di politica regionale necessarie a tal fine, renderà la politica urbanistica a Madrid, Barcellona o Bilbao una politica di rattoppi, una poli tica che cercherà di tappare infiltrazioni di acqua; e prima an cora che queste siano otturate, altre infiltrazioni si saranno aperte nel centro degli agglomerati urbani, che costituiscono le grandi città. Questo tipo di proposta non equivale alla socializ zazione generale del territorio. A breve termine, ci si può avvi cinare ad una politica di decentramento di attività e di riorga nizzazione residenziale del territorio che non ha bisogno di grandi misure di trasformazione rivoluzionaria della società. Senza queste misure, però, la maggior parte di quelle successi vamente proposte risulterebbe assai limitata. La seconda misura da adottare è la trasposizione a livello intermetropolitano di quella precedentemente suggerita a livel lo regionale e rappresenta la necessità assoluta di decentramen to delle attività terziarie all ’ interno dell ’ area metropolitana. Non c ’ è alcuna ragione, se non quella della speculazione urba na, per continuare a concentrare ministeri, uffici e tutte le atti vità commerciali in un perimetro urbano centrale molto delimi tato. La giustificazione in base all ’ accessibilità si sta dimostran do nella pratica insostenibile, poiché l ’ accessibilità a questo centro, in termini fisici, diminuisce sempre più. La ragione fon damentale, di fatto, è la cristallizzazione degli investimenti im mobiliari in questa zona centrale, e il mantenimento di un certo tipo di privilegi nel sistema di trasporto urbano; ad esempio si è condizionato il tracciato della metropolitana a favore della lo calizzazione dei grandi magazzini. Uno Stato che si occupasse seriamente di riorganizzare i centri delle città potrebbe prende re misure per il decentramento di attività amministrative. Non c ’ è alcuna ragione per cui i ministeri di Madrid debbano avere le loro sedi nel centro. Un buon sistema di trasporti periferici ed un esempio di decentramento delle attività ministeriali dato dallo Stato creerebbero la possibilità di un nuovo modello di sviluppo urbano. Evidentemente questo non è possibile se la periferia continua ad essere considerata come un esilio. In altri termini i caratteri siberiani della periferia di Madrid devono es sere modificati attraverso una politica di centralità urbana che non si occupi soltanto del centro, ma anche del decentramento. E assolutamente necessario, inoltre, arrestare il deteriora mento delle strutture fisiche attuando un programma di ricon versione e di risanamento delle abitazioni popolari nel centro di Madrid. A questo punto ci troviamo di fronte ad un vecchio circolo vizioso che crea una situazione impossibile per le perso ne che abitano in quella zona: da un lato, la mancanza di reddi tività di queste abitazioni per i proprietari, a causa della legge sugli affitti urbani; dall ’ altro, non potendo trarne un rendimen
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