Problemi della transizione 1979

Stato, politica urbana e città

to, il proprietario gioca sulla degradazione e lascia così che l ’ edificio si deteriori. È necessario rompere questo circolo vizio so con una politica urbana audace che non tema un certo grado di impopolarità nel breve periodo. E necessario fare una riconversione dell ’ intervento pubbli co per la casa, in particolare dell ’ istituto Nazionale per la Casa. Questo deve tendere maggiormente, o almeno prioritariamen te, verso la conservazione del patrimonio urbano esistente nella sua destinazione abitativa, piuttosto che verso la sovvenzione di nuovi quartieri periferici male attrezzati. Questa riconversio ne passa attraverso una serie di misure come l ’ obbligo fatto ai proprietari di riparare le abitazioni oppure di venderle. Le ripa razioni potranno essere agevolate da crediti, mentre la vendita al Comune o agli inquilini potrà essere effettuata a prezzi con trollati, ma non irrisori. Si dovranno concedere sovvenzioni creditizie a quegli inquilini che vogliano acquistare la loro abi tazione; nel caso di inquilini che non possano farlo, sarà il Co mune ad acquistare la loro abitazione che diventerà patrimonio comunale modificando le attuali previsioni in materia di abita zioni sociali. Una seconda misura, complementare alla precedente e non necessariamente alternativa è, in alcuni casi limitati, la li beralizzazione controllata degli affitti. Nel caso abbastanza fre quente di incapacità di pagare gli affitti da parte degli inquilini presenti, si potrebbero concedere sovvenzioni a questi inquili ni. In alcuni casi queste sovvenzioni potrebbero essere concesse dall ’ istituto Nazionale per la Casa o, nel caso di pensionati, po trebbero essere a carico della Previdenza Sociale. Queste misu re permettono di giungere ad una politica che obblighi il pro prietario ad effettuare le riparazioni, poiché ha la possibilità di ricavare una rendita da questa casa nel mercato degli affitti ur bani; in questo modo si riuscirà a controllare più efficacemente l ’ azione puramente speculativa dei proprietari. In terzo luogo, sarà necessario in altri casi che l ’ Ammini- strazione intraprenda un ’ operazione di ristrutturazione quando si tratti effettivamente di abitazioni molto deteriorate di cui non avrebbe senso il semplice risanamento. Contemporanea mente si dovrà provvedere alla costruzione, in terreni munici pali esistenti, di abitazioni sociali di transizione per permettere la riorganizzazione e l ’ attuazione di questi provvedimenti nel centro di Madrid. Nel periodo in cui si rioroganizza questo processo, le famiglie saranno ospitate nelle abitazioni sociali. Evidentemente, quando l ’ insieme della ricostruzione del centro sarà terminata, queste abitazioni saranno incorporate nel patri monio pubblico. Come quarto punto, si dovranno prendere misure contro la crescente eliminazione delle strutture sociali e collettive del centro di Madrid. Per questi cambiamenti di uso del territorio e per la diversa valorizzazione che ne risulta per i suoli, si sta as sistendo al trasferimento di scuole e perfino di edifici ammini strativi locali verso la periferia. Ciò è dovuto semplicemente ad una speculazione sul suolo pubblico che viene organizzata an che daH ’ Amministrazione. Evidentemente, in questo caso sa rebbero sufficienti disposizioni molto semplici. Ad esempio, di chiarare non edificabilc dai privati ogni terreno che nella città attualmente sia utilizzato da strutture collettive, non sarebbe senz ’ altro una misura rivoluzionaria. Bisognerà cercare, come quinto punto, di collegare questa

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