Problemi della transizione 1979
Stato, politica urbana e città
dentali, sia dalle caratteristiche autoritarie dell ’ Amministrazio- ne in Spagna. Questi sono i processi che hanno distrutto e ten dono a distruggere il tessuto sociale. In altri termini, non c ’ è bi sogno di inventare un tessuto sociale, si tratta soltanto di sti molare i germi che esistono in detto tessuto. Per esempio, le as sociazioni di cittadini sono importanti non soltanto come asso ciazioni rivendicative, ma come centri che stimolano la vita cul turale e sociale. Di fatto, negli ultimi anni, hanno dato vita a tutta una serie di feste e di sagre. L ’ Amministrazione deve sti molare questo intento senza però assorbirlo, creando le facili tazioni affinché si sviluppi in modo autonomo. I criteri che abbiamo appena indicato si collegano diretta- mente al nono punto e cioè al fatto che il quartiere deve essere considerato in termini di attività, non soltanto di arredo urba no o di flusso di circolazione. Si devono stimolare attività che producono un effetto di sviluppo nella vita del quartiere. Per esempio, vanno scomparendo tutta una serie di bar, negozi e attività artigianali che effettivamente non sono economicamen te redditizie. Nel quartiere di Marais a Parigi, si è creata, come appendice del Ministero della Cultura, l ’ officina artigianale che ricorda il XIX secolo come struttura museale. Si potrebbero analogamente adottare alcune misure fiscali, per esempio di sgravio di imposte, in modo da favorire alcune attività che eco nomicamente non sono redditizie, ma che socialmente hanno l ’ effetto di stimolo sulla vita di quartiere. Lo stesso potrebbe es sere fatto per i bar, le osterie e così via. In altre parole, è neces saria una maggiore fantasia nella politica di azione sul tessuto sociale del centro cittadino prima che questo si degradi. Infine, si dovrebbe provvedere ad una multinucleazione della centralità urbana. Un centro unico in un ’ area metropoli- tana è un centro che si decompone, che si satura nonostante le misure prese per decentrarne le attività. Se l ’ unico modo per fa re un piacevole giro in città al sabato sera è quello di andare nel centro di Madrid, il centro di questa città finirà col diventare assolutamente invivibile. È necessario organizzare una gerar chia di centri basata su centri di quartiere e di distretto che na scano direttamente dal tessuto sociale circostante; soltanto in questo caso potrà esistere anche un centro che, nell ’ area metro politana, rappresenti quello di livello più elevato, sostenuto nelle sue funzioni da altri centri di livello più basso. Abbiamo così esposto i provvedimenti da intraprendere per una politica urbana volta a realizzare una nuova città e una nuova vita. La centralità urbana riassume le tendenze di organizzazio ne e di sviluppo di una città. Una città si esprime fondamental mente attraverso il suo centro e una politica urbana si riassume e si articola nelle scelte che compie nei confronti del centro. Schematizzando le opinioni che vengono prospettate, non si presentano, di fatto, molte alternative riguardo la politica del centro, perché ci sono soltanto tre tipi di centri urbani possibili in un società come la nostra. In primo luogo, vi è quello che può essere definito il centro direzionale funzionale con isole di consumo culturale, sul tipo delle grandi città nordamericane. Il centro è costituito da un conglomerato di attività amministrative pubbliche e private, con alcune zone di consumo culturale e commerciale.
Conclusioni: tipologia sociale dei modelli di centralità urbana
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