Problemi della transizione 1979

Metodo scientifico e progetti di trasfor mazione

di Marco Santambrogio Nella scienza moderna è implicita un ’ ideologia, e forse ad dirittura un ’ etica e uno schema politico. La scienza presenta aspetti in qualche modo contraddittori: è un ’ impresa sociale in cui hanno pari importanza il contributo individuale e la coope razione, che cresce per le ribellioni ma nel rispetto per il passa to, che mette a frutto in egual misura il conservatorismo e la critica più spregiudicata. Una generazione dopo l ’ altra vi porta innovazioni, ma non fa che riprendere un discorso che altri avevano lasciato in sospeso. Lo stesso vale per i singoli: alcune delle maggiori imprese scientifiche sono il risultato degli sforzi di individui relativamente isolati, eppure mai nessuno parte da zero. Indipendenza e interdipendenza, ma anche, e contempo raneamente, esercizio sia dell ’ autorità sia della critica. Nella scienza tutto quanto si afferma deve essere giustificato e fonda to su ragioni, ma poiché non ha letteralmente senso fare affer mazioni se non c ’ è qualcuno (almeno in linea di principio) che ci ascolta e che può negarle o almeno metterle in dubbio, ecco che l ’ autorità stessa deve richiedere che tutto ciò che è afferma to sia che criticato duramente. Nei momenti di crisi, i maestri si seguono imparando a criticarli; la scienza utilizza la ribellione e cresce sulle ragioni che se ne danno. Non c ’ è nulla di più signifi cativo in questo senso dell ’ enorme rispetto che Einstein profes sava per Newton, o Galileo per Aristotele, di cui si dichiarava il miglior discepolo. Ebbene, il filosofo della scienza marxista Robert Cohen ha sintetizzato efficacemente questa situazione dicendo che è im plicita nella scienza l'etica democratica di una repubblica coo perativa, e se è possibile conciliare l ’ indivualismo borghese classico col socialismo classico, la società in cui ciò si verifichi rifletterà qualcosa che, sia pure in maniera limitata, è già pre sente nell ’ impresa scientifica. Sappiamo del resto dagli storici della scienza che la consapevolezza che il sapere prodotto dalla rivoluzione scientifica del Seicento è un sapere democratico, li beramente trasmesso tra uomini uguali, e non rivelato da dei o da uomini divini al di là di ogni critica, era già ben presente agli artefici stessi di quella rivoluzione, i quali «senza ingiuria e sen za ingratitudine» per gli antichi «adottavano nuovi pareri e nuove opinioni» e «senza contraddirli potevano affermare il contrario di quanto essi dicevano» (Pascal). Naturalmente si tratta di un ideale e non della realtà. Nel la realtà la scienza coesiste con le peggiori bassezze dello sfrut tamento e dell ’ oppressione. Ma è un ideale influente. Il risulta to di tutte queste apparenti contraddizioni è un progresso con caratteri particolari: il sapere scientifico cresce attraverso le ri voluzioni, tutti i risultati acquisiti sono criticabili e di fatto ven

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