Problemi della transizione 1979
Metodo scientifico e progetti di trasformazione
anticipati da un programma rivale o da questo scoperti» (Laka tos). Un programma in ristagno può degenerare ulteriormente finché non contiene altro che solenni riasserzioni della posizio ne originaria, associata a una ripetizione nei suoi propri termi ni dei successi dei programmi rivali. Non c ’ è ragione per confinare tali programmi di ricerca al le sole scienze fisico-matematiche, anche se qui questa metodo logia ha dato i suoi risultati migliori ricostruendo le vicende della rivoluzione copernicana, della fisica da Lorenz ad Ein stein, degli sviluppi del concetto di dimostrazione matematica. Altrettanto legittimo è parlare di programmi sociologici, econo mici, etc.. Non è neppure necessario che si tratti di programmi empirici. La stessa epistemologia può essere vista come una successione di programmi di ricerca non empirici, solo che i «fatti» rispetto ai quali definire progresso e degenerazione sia no qui rappresentati dai giudizi di valore di base accettati dall ’ élite scientifica, sui risultati specifici ottenuti dalla scienza (ad es. «La teoria della relatività di Einstein del 1916 è superio re alla meccanica celeste di Newton nella forma in cui si presen ta in Laplace»; poiché sono accettati dalla grande maggioranza degli scienziati, essi costituiscono una base adeguata alle di scussioni metodologiche). Questa estensione è resa possibile dalla intuizione fondamentale che ogni programma in fondo si costruisce in un senso opportuno i propri «fatti», e il tipo di esperienza con cui ha a che fare. E con un passaggio ulteriore, perché non potremmo definire, visto che già comunemente si parla di progetti di trasformazione politica, in che cosa consi stano per essi il progresso e la degenerazione? Naturalmente questo comporta una scelta accurata di quali fatti (l ’ equa distri buzione della ricchezza, o la felicità degli individui, o cose del genere) costituiscano la pietra di paragone con cui valutare un programma. I programmi di ricerca sono molti. È un bene che sia così: la varietà è assolutamente necessaria, e non è un impedimento, bensì il solo incentivo e la sola garanzia del progresso. Certo però, poiché ogni progetto ha un costo in termini non solo di impegno e di energie di singoli ricercatori, ma anche di finan ziamenti forniti dalla comunità, e le risorse individuali e collet tive sono limitate, ecco che non è possibile condurre contempo raneamente tutti i possibili programmi di ricerca. E necessario fare qualche scelta. Ora, il fatto che un programma sia regressi vo non comporta affatto che sia falso, o che debba anche in fu turo rimanere regressivo o stagnante, e che non possa ricorrere in appello e vincere (provvisoriamente) in un secondo momen to sui propri rivali. Ma non è naturale, dovendo puntare su qualche cavallo, puntare sul più veloce? Così accade di fatto anche per i programmi di ricerca: si abbandonano in generale quelli in stagnazione e degeneri, e si concentrano le risorse di sponibili sugli altri. La scelta non,è facile, e non è garantito il successo. Bastano in fondo le corse dei cavalli (la cui esistenza, diceva Mark Twain, dimostra che non tutti la pensano allo stesso modo, e non esistono metodi infallibili} a convincerci che dobbiamo accettare dei rischi, anche perchè non sempre il cavallo più veloce in passato sarà anche in futuro il vincitore — soprattutto se si pensa che i percorsi della scienza sono lunghi. A volte possiamo limitare il rischio delle scelte col farne il meno possibile: possiamo cercare di portar contemporaneamente avanti il maggior numero possibile di programmi. E nell ’ inte
23
Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online