Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

che saranno poi sottoposti ai test tecnologici e biologici più svariati. Si deve infatti valutare l ’ efficienza specifica dell ’ insetti cida nei confronti delle varie specie da combattere, ma bisogna anche studiare la tossicità su animali a sangue caldo, sui pesci, o gli effetti sui vegetali, la permanenza sul terreno, la stabilità nei confronti degli agenti atmosferici (aria, luce, acqua), non ché il trasferimento nel terreno o lungo le catene alimentari. Come sempre gli obiettivi perseguiti sono parziali, ma debbono essere raggiunti prontamente: d ’ altra parte i risultati che verranno via via ottenuti contribuiranno spesso in modo determinante a meglio delineare il quadro della problematica generale nella ricerca di soluzioni che non possono essere perfe zionate se non per approssimazioni maturate in tempi successi vi, e con conseguenze non sempre prevedibili. Oggi non è più pensabile di affrontare il problema degli in setticidi nei suoi vari aspetti e momenti senza far convergere competenze diverse e di strutture complesse nella valutazione globale dei prodotti in studio o già in uso. Non è pensabile dare un giudizio su di un insetticida se non si conoscono tutti i suoi prodotti di degradazione chimica nell ’ ambiente e di biodegradazione negli organismi principali: il che fra l ’ altro richiede alte competenze tecniche, sapere ad esempio preparare sostanze radioattive marcate in modo speci fico, per studiarne poi tutto il ciclo di metabolizzazione nei vari organismi, conoscere la reattività chimica dei sistemi moleco lari. Dal ’ 50 ad oggi il problema si è fatto sempre più comples so, i criteri di valutazione sono diventati incomparabilmente più severi, il che ha avuto conseguenze ben marcate. Mentre inizialmente l ’ esame di alcune centinaia di nuovi composti po teva portare all ’ individuazione di qualche prodotto utilizzabile da immettere nel mercato, ora lo sforzo richiesto è incompara bilmente più grande. Oggi prima di immettere sul mercato un nuovo insetticida si debbono esaminare decine di migliaia di composti, spendere anni di lavoro, da parte di équipe diversifi cate fortemente nelle competenze, per definirne proprietà bio logiche e caratteristiche fondamentali. Lo sforzo attuale in termini economici per raggiungere un risultato positivo è valutabile in decine di miliardi di lire. È evidente d ’ altra parte che se all ’ interno di una determi nata società non esistono queste capacità scientifico-produtti- ve, non può nemmeno essere impostato il problema della razio nalizzazione dell ’ intervento dell ’ uomo sull ’ ambiente e dunque l ’ eliminazione degli eventuali effetti dannosi. Nei termini qui esposti sembrerebbe che l ’ escalation non sia più controllabile: siamo di fronte a costi sempre crescenti per l ’ individuazione di un nuovo insetticida, e nel contempo, per evidenti e giustificatissimi motivi di difesa ambientale, di viene sempre più pressante la richiesta di nuovi prodotti «puli ti» cioè a spettro d ’ azione diretto. D ’ altra parte il fenomeno della resistenza degli insetti nei confronti dei prodotti tradizio nali diventa sempre più di vaste proporzioni: appaiono ormai diffusi ceppi di anofele portatrici di malaria che non muoiono più di DDT. E di malaria si muore nel mondo ancora in modo impressionante. In questa situazione due sono le strade che si sono imboc

Il mito: inquinamento nullo e restaurazione della società preindu striale

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