Problemi della transizione 1979
Chimica e cultura
cate. La prima è sempre di tipo tradizionale, anche se ora si persegue nei termini delle tecnologie avanzate nel calcolo appli cato ai sistemi complessi. Nel nuovo linguaggio la ricerca del nuovo prodotto viene impostata su basi analogiche molecolari: si confrontano cioè le caratteristiche chimiche fisiche di ampie classi di composti con le loro proprietà biologiche e si cerca di individuare correlazioni generali fra strutture molecolari e le attività specifiche volute; l ’ insieme dei dati a disposizione è oggi enorme, impressionante: solo tramite la computerizzazione si ha la possibilità di accumulare e manipolare i dati disponibili, nella ricerca e nello sviluppo di sintesi non casuali ma mirate verso composti biologicamente attivi, la cui struttura viene prospettata a priori (drug design}. Probabilmente questa via rappresenterà un importante strumento metodologico. In realtà, nella lotta differenziata e selettiva contro una singola specie nociva in agricoltura ed in medicina, sia essa un insetto od un micro-organismo od un ’ erba infestante, probabil mente ancora per diversi decenni non si uscirà da questi sche mi, che, attraverso anche errori e valutazioni sbagliate, hanno però permesso di raggiungere risultati quali mai nella storia umana erano stati ottenuti. In merito si vuole qui citare un da to: Glen Seaborg nel ’ 76 al Convegno della Società Chimica americana indicava come la stessa estensione di terra che nel 1910 sopperiva al bisogno alimentare di 92 milioni di america ni è in grado ora di alimentarne 214 milioni, con un surplus sufficiente ad una vastissima esportazione e questo grazie ai pe sticidi, ai fertilizzanti sfruttati nell ’ ambito di un ’ agricoltura meccanizzata e sulla base di selezioni genetiche. Alla lunga, comunque, l ’ altra grande alternativa è rappre sentata da un intervento sul sistema complesso ambientale che si basi su di una conoscenza precisa e dettagliata dei biomecca nismi chimici propri degli organismi viventi. Anche nel caso specifico degli insetti si è cominciato a muoversi in questa dire zione: a partire dagli anni cinquanta si isolano e si studiano i comportamenti chimici propri degli insetti, si indaga la bioge nesi delle sostanze da loro prodotte e le rispettive correlazioni molecolari, si studia la loro biochimica in confronto con altre forme di vita coesistenti nei medesimi sistemi. Da questo enorme sforzo scientifico sono emersi dati già di notevole significato per le possibilità applicative. Si ricordano qui gli ormoni propri e specifici che controllano la vita di un in setto: fra questi, ad esempio, l ’ ormone juvenile sta richiaman do un notevole sforzo d ’ indagine. E evidente che data la specifi cità d ’ azione di questa sostanza, si prospetta la possibilità di utilizzarla per il controllo specifico sulla vita degli insetti, senza interferenze con altre specie viventi. Pure attenzione hanno richiamato una serie di sostanze che le piante producono per difendersi da malattie e da insetti, quali i precoceni e le fitoalaxine: anche su queste sostanze è vi vissima la ricerca verso utilizzazioni ad alta selettività. Un ’ altra direzione di sviluppo è rappresentata dalla ricerca nel comportamento degli insetti: si è scoperto che per ampie classi di organismi viventi le interrelazioni all ’ interno della spe cie e fra specie diverse è regolato da un linguaggio chimico. Co sì sono conosciute molte delle sostanze chimiche che emesse da un individuo inducono particolari comportamenti nel gruppo, come ad esempio l ’ allarme fra le api di un alveare, o il cammino verso una zona di raccolta di cibo per le formiche, oppure an
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