Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
cora per le mosche, dove spostarsi ed eventualmente anche do ve e se fermarsi. Da un punto di vista applicativo, particolare rilievo assu mono le sostanze di richiamo sessuale emesse in molte specie, dalle femmine: poche molecole in ampi volumi sono sentite dal maschio che è in grado di valutarne con rapidità la concentra zione e pertanto di risalirne alla fonte per l ’ accoppiamento. È evidente che con questo tipo di sostanza si possono richiamare i maschi in zone delimitate per essere selettivamente eliminati. Queste ed altre ancora sono le prospettive nel controllo di specie competitive con la nostra: tutte presuppongono specifi cità di intervento sulla base di profonde conoscenze biochimi che. Ma accanto agli insetticidi, con analoghe storie alle spalle e con analogo sviluppo problematico, sono al centro di con fronti e di dibattiti, di grossi investimenti industriali e di scelte di sviluppo, numerosi settori quali ad esempio quello dei far maci e dei prodotti alimentari, dei regolatori di crescita delle piante e dell ’ uomo, siano questi «pillole» femminili o maschili. Se è assurdo pensare che un discorso globale di questo tipo possa esaurirsi in sede «tecnica» di specialisti, è altrettanto inaccettabile ritenere di poterlo affrontare su di un piano pura mente «verbale». Ogni scelta d ’ intervento o non intervento sull ’ ambiente richiede una struttura di ricerca scientifica e tec nologica molto avanzata, che non può verificarsi al di fuori di un adeguato ambiente industriale e culturale. In tutte queste attività che investono nel profondo la vita della nostra società moderna, è necessario saper sviluppare una grande capacità di interazione sia a livello scientifico che opera tivo fra settori estremamente diversi nelle competenze e nelle strutture. Non solo è necessario saper elaborare una ricerca avanza ta chimica, biologica e farmacologica, ma è pure necessario possedere tecnologie elaborate e capacità di presenza in ampi ambienti sociali, anche fortemente diversificati. Al livello attuale di sviluppo della nostra società non si «vendono» più prodotti, ma servizi: il che vuol dire che l ’ agri coltore, il medico, il comune cittadino deve vivere entro questa nuova dimensione culturale, valutando e facendo scelte respon sabili per se e per gli altri. Un trattamento sbagliato e superfluo di un campo, non solo vuol dire un danno economico, ma con seguenze negative anche per l ’ ambiente, piante, animali e uomo compreso. D ’ altra parte è evidente che le strutture portanti scientifi che e tecnologiche, che affrontano questo tipo di problematica, si proiettano in dimensioni industriali: è illusorio ritenere che si possano gestire con successo questo tipo di problemi su di un piano regionale, come talvolta viene prospettato. Ed è altret tanto evidente che quelle comunità nazionali non in grado di affrontare questi problemi nel loro insieme saranno per forza di cose gestite da gruppi esterni più avanzati e più forti: o gli inset ticidi ce li «produciamo» noi, o ce li vendono gli altri, e i pro dotti naturalmente li scelgono gli altri per noi. In questa ottica tutta la problematica della difesa dell ’ am biente non può essere impostata settorialmente, distinguendola dalla difesa e dallo sviluppo della nostra industria e dei nostri laboratori di ricerca scientifica e tecnologica, così come il pro blema della sicurezza sul posto di lavoro non può essere affron tato al di fuori dell ’ attività produttiva e delle strutture reali in
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