Problemi della transizione 1979

Chimica e cultura

cui si opera. Quando, come in questo momento, vanno in grave crisi i nostri più importanti gruppi industriali del settore chimico, quando la struttura universitaria è abbandonata alla deriva, si verificano tutte le premesse per delegare a Laverkùsen od a Ba silea le soluzioni dei nostri problemi ecologici. Errori, abusi, sfruttamenti forsennati costellano la storia dello sviluppo industriale e numerosissimi sono gli esempi sotto gli occhi di tutti delle conseguenze negative di uno sviluppo caotico delle attività chimiche, specie in un paese come il no stro: ma quello che è inaccettabile è proprio che in nome di questi errori si prospetti come modello di sviluppo una società oscurantista dominata dal mito del rischio nullo o del ritorno preminente alle attività agricole. La macrobiotica e l ’ apologetica sui buoni tempi passati in cui non si usavano né erbicidi né concimi chimici, sono espres sione di quell ’ irrazionalismo antiscientifico che si pone fuori dal corso della storia e che rifiutando l ’ esame critico dei fatti non cerca soluzioni, ma crea stati d ’ animo. Proprio la mancan za di una presa di coscienza globale di questa nostra situazione difficile, è la premessa per una fuga verso tutte queste forme di evasione misticheggiante, di cui è così ricca la nostra pubblici stica. Si crea così uno stato di confusione generale in cui si met tono sullo stesso piano i danni secondari che derivano dall ’ uso di un farmaco necessario e l ’ abuso di medicinali, si evidenziano le conseguenze dannose derivabili da un erbicida e si ignora il valore del raccolto salvato, si confondono i guai provenienti dall ’ impiego non richiesto di un colorante alimentare con i van taggi che porta sicuramente un antiossidante aggiunto ai nostri cibi. In questa mistica forsennata, alto aleggia il mito della na tura buona e della superiorità della cultura contadina contrap posta artificialmente a quella operaia. I prodotti vengono recla mizzati, e mascherati in nome di una natura ritenuta, in quanto tale, autonoma e spontanea dispensatrice solo di valori positi vi: benessere, salute e ricchezza, ignorando epidemie e carestie di un secolo fa e quelle in atto a qualche centinaio di chilometri da casa nostra. E nel contempo in questa ondata pseudo naturalistica si continua ad utilizzare ed esasperare il consumo di ogni prodotto, evidenziando forse alcune origini «arcadi che» di questi dubbi ritorni alla natura. Proprio in questa situazione generale di profonda confu sione, si pone come obiettivo primario la necessità di raziona lizzare i nostri interventi sull ’ ambiente, di quell ’ ambiente di cui siamo parte attiva e che ora ci è possibile controllare e modifi care meglio di ieri, proprio perché forti di questi strumenti scientifici e tecnici che attraverso uno sforzo enorme l ’ umanità si è conquistata.

41

Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online