Problemi della transizione 1979

Disoccupazione giovanile

mutamenti occupazionali sono molto consistenti: le donne dai 14-19 anni occupate nel terziario passano nei sei anni dal 27,3% al 42,8% e quelle di 20-39 anni dal 42,8% al 53,4%. Si tratta quindi di un processo di terziarizzazione dell ’ occupazio ne femminile giovanile che è molto consistente e che quindi an che in termini di atteggiamenti ha avuto una sua ragionevole influenza. a3) Le tendenze dell ’ apprendistato. I dati sugli apprendi sti sono molto rilevanti per comprendere l ’ occupazione giova nile dai 14 ai 20 anni. Infatti in Emilia-Romagna gli apprendi sti occupati sono passati da 57.721 del 1970 a 50.386 nel ’ 74 vi è stata poi una ripresa per cui nel 1978 il loro numero è di 53.765. Il punto da tener presente è che se si considerano gli occupati di 14-19 anni in un anno in cui tutti i dati sono dispo nibili (il 1976) risulta che complessivamente gli apprendisti rappresentano il 77,5% di tutti gli occupati (l ’ 86,l % degli oc cupati maschi ed il 70,8% degli occupati femmine) per cui que sto istituto che periodicamente viene dato in netto declino di fatto svolge ancora un ruolo da tener presente con estrema at tenzione. I dati dell ’ ufficio regionale del lavoro mettono in evi denza che nel ’ 78 gli apprendisti si sono soprattutto collocati in aziende artigiane (per il 66,2%) ed i settori in cui sono mag giormente presenti sono quelli delle industrie meccaniche (17.937 apprendisti), dell ’ abbigliamento (7.283 apprendisti) e del commercio (6.090 apprendisti); complessivamente la pre senza maschile è del 63% ed è soprattutto concentrata nel set tore meccanico mentre la prevalenza femminile si ha nel settore dell ’ abbigliamento e del commercio. a4) Le tendenze dell ’ occupazione nell ’ artigianato. Le tre indagini regionali sull ’ artigianato 40 in Emilia-Romagna sono state fatte nel 1964, 1968 e 1975 e se si fa il confronto 1964/1975 si può constatare un aumento degli addetti da 225.011 a 293.621 ( + 6.228 addetti all ’ anno) con un aumento dei titolari e soci da 112.353 a 150.895, una diminuzione dei coadiuvanti da 21.795 a 19.895 ed un aumento dei dipendenti da 90.863 a 122.731. L ’ occupazione femminile nell ’ artigianato rappresenta nel 1975 il 27,6% di tutti gli addetti e con più pre cisione è il 57,8% dei coadiuvanti, il 20,7% dei titolari ed il 31,2% dei dipendenti. Queste percentuali analizzate nel tempo indicano che c ’ è stato un aumento della presenza femminile tra i coadiuvanti e i dipendenti ma i dati raccolti da Barberis mostrano come in Emilia-Romagna (ed in tutta Italia) dal 1971 al 1976 le donne siano in proporzioni meno tra gli artigiani titolari e soci. In quanto poi alla presenza di giovani all ’ interno dell ’ arti- gianato i dati disponibili sono solo quelli del ’ 75 e le elabora zioni curate da Tomasetta 41 permettono di verificare che su 150.895 addetti lo 0,7% ha meno di 21 anni, il 4,6% ha 22-25 anni, il 12,5% ha 25-30 anni e complessivamente gli artigiani sotto i 40 anni sono il 49,0% per cui da questi dati risulterebbe che l ’ età media (e la percentuale di maschi) è superiore nell ’ arti

ne di classe dell'artigianato in Emilia-Ro magna, Bologna 1979. 41 Vedi nota 40.

40 Le tre indagini regionali sull ’ artigianato in Emilia-Romagna sono uscite a cura della Unione regionale camere di commercio e della Regione Emilia-Romagna. In relazio ne all ’ ultima indagine (quella del 1975) ul teriori dati sono stati riportati da L. T oma - setta , Struttura produttiva e composizio

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