Problemi della transizione 1979

Si può programmare con il sindacato? Scambio indiretto e contrattazione programmata

di Eugenio Somaini

L ’ anno appena trascorso ha visto profilarsi le possibilità di una intesa programmatica tra sindacati e governo. I sindacati si erano dichiarati pronti a modificare le proprie priorità e impo stazioni contrattuali se il governo avesse formulato un pro gramma finalizzato ad alcuni obiettivi dichiarati prioritari dal sindacato. Il governo aveva interpretato e quantificato per pro prio conto la disponibilità del sindacato (interpretandola come una politica salariale che non si scostasse di molto dalla sempli ce difesa dei salari reali nell ’ arco del triennio) e aveva costruito attorno ad essa un quadro di obiettivi e di interventi nella spe ranza di rendere effettiva quella disponibilità più o meno nei termini in cui esso stesso la aveva interpretata. Tale intesa come ormai è evidente non potrà realizzarsi, almeno per un certo tempo, nella forma ambiziosa in cui era stata originariamente pensata. Il fallimento dell ’ intesa e l ’ inca pacità dimostrate in questa fase di elaborare un piano fondato su un accordo con i sindacati è un fatto politico di primaria im portanza e contiene una lezione che va meditata fino in fondo, in particolare da parte delle forze di sinistra. Le note che seguono possono soltanto fornire alcuni spun ti per una riflessione che è stata finora troppo frammentaria. In esse non si intende affrontare direttamente il problema delle specifiche manchevolezze concettuali del Piano triennale e delle insufficienze e ambiguità delle prese di posizione sindacali (del le quali all ’ interno dei sindacati stessi venivano date numerose interpretazioni spesso contrastanti), né tanto meno analizzare la precarietà del quadro politico, assolutamente inadeguato al realizzarsi di quell ’ accordo di medio periodo tra sindacati e programmazione che pure diverse parti politiche erano andate esplicitamente cercando. Intendo invece individuare alcune condizioni strutturali che sarebbe stato necessario soddisfare perché l ’ intesa potesse realizzarsi. Gli specifici fattori che han no impedito l ’ intesa possono in fondo essere interpretati come manifestazioni o come effetti dell ’ assenza o dell ’ insufficiente sviluppo delle condizioni che sarebbero state necessarie. L ’ individuazione di tali condizioni richiede a mio parere che venga resa esplicita la natura sia del modello di program mazione cui si fa riferimento implicitamente quando si cerca un accordo globale con il sindacato, sia dei motivi che spingo no il sindacato a cercare un rapporto con la programmazione, sia infine quella dei problemi teorici e pratici che il funziona mento di un tale modello pone alle parti che ad esso sono inte ressate e che in esso intendono operare.

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