Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

mente da quello che si potrebbe definire il «platonismo» dello specialista; intendo riferirmi a un tipo particolare di specialista nè vecchio, nè nuovo: il politologo, il quale negli ultimi tempi ha preteso, e con giusta ragione, di rimettere in discussione tut ti gli aspetti e i meccanismi di fondo della vita politica e istitu zionale. Indubbiamente va considerata con estrema attenzione tut ta la serie di complesse riflessioni che si sono accumulate intor no alle regole e ai paradossi della democrazia, intorno ai criteri di funzionamento del sistema politico, al ruolo dei partiti e del sindacato, al modo nel quale si distribuiscono e si dislocano i poteri in questa società detta di tardo-capitalismo. E va sottoli neato che la discussione su questo ha insistito poiché è stata in tesa anche per parte dello specialista, la necessità di riconside rare il complesso dei modi che sta alla base dell ’ idea stessa di «contratto sociale» in un momento nel quale il mutato rappor to di forze impone cambiamenti profondi e richiede, di necessi tà, che protagonisti nuovi della vita del paese non siano più parte integrante soltanto della società civile, ma anche delle istituzioni, dello Stato e del governo. xii. Eppure anche di qui vengono argomenti che si rivol tano contro la democrazia, frutti acerbi dello sviluppo demo cratico. E non si tratta, come è ovvio, solo delle argomentazio ni di parte reazionaria e delle aberranti e barbare ideologie del terrorismo. Ve ne sono non poche che assumono vigore da una riflessione che pur volendo restare su un piano rigidamente astratto-formale, assume un andamento normativo-idealizzan- te e pretende di fungere da guida per gli sviluppi di una realtà dalla quale si è progressivamente disancorata. Spetta anche a chi si propone di fare solo della teoria, allo specialista, di non smarrire la propria strada, nè perdere il senso delle proporzio ni. Le confusioni vanno evitate se non si vuole che sia la stessa ricerca a creare i presupposti della propria eteronomia e se si pretende a giusto titolo che dentro la prassi vigili l ’ occhio della teoria. Una fase dello sviluppo complessa come quella attuale ri chiede indubbiamente una azione politica maggiormente intes suta e ricca di elementi teorici, ma anche una nuova qualità, una diversa e inedita collocazione dello specialismo che mostra una valenza politica sempre più spiccata. xiii. Ma al di là dell definizione dei rapporti che dovreb bero stabilirsi tra specialismi e politica, è indubbio che negli ul timi tempi entro l ’ arco delle forze riformatrici si sono aperte sfasature e difficoltà di fronte ai passaggi più difficili della vita del paese. E fuori di dubbio che tanto la riflessione teorica quanto la politica hanno denunciato non poche difficoltà di fronte all ’ esigenza di un processo riformatore in grado di af frontare i problemi con capacità di orientare il consenso delle masse verso la costruzione di uno sviluppo moderno del paese. A me sembra che se la politica nell ’ affrontare problemi gravi, vecchi e nuovi, si è rapportata con difficoltà agli speciali smi e ha usato solo marginalmente delle loro capacità, ha tutta via provato, almeno in alcuni punti dello schieramento, a pro gettare il futuro, a dare il senso della prospettiva; non si può di re altrettanto dello specialismo di cui parliamo, della riflessione teorico-politica che, per parte sua, spesso non è riuscita a man tenere un saldo ancoraggio con gli sviluppi di una situazione che l ’ aveva resa necessaria e in un primo momento corposa e

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