Problemi della transizione 1979
Senso comune e egemonia
tuzionale e statuale, e garanzia delle libertà individuali e so ciali. xviii. Il terzo blocco di argomentazioni, sempre sul piano teorico e concettuale, mira a eliminare, a cancellare dai ritmi stessi dello sviluppo della realtà, come fattore negativo, ogni forma di contraddizione e soprattutto a destituire di fondamen to l ’ uso della ragione che analizza e che distingue. Lo sviluppo della realtà come quello del pensiero, è linea re, al suo interno non si danno mescolanze, ambiguità, con traddizioni, ma si succedono e si avvicendano stadi o fasi «buo ne», e quindi da accettare, e stadi o fasi «cattive», e quindi da respingere. Ma quale è dunque il punto di riferimento, il para digma per giudicare della bontà e della positività di uno stadio, di una fase? Ancora una volta la riflessione, non avendo trova to il punto di passaggio per andare avanti, è tornata indietro e così buono, accettabile sul piano politico non è ciò che, pure fra mille contraddizioni favorisce il corpo sociale, il «pubbli co», la collettività, le istituzioni, ma soltanto ciò che favorisce il rafforzamento dell ’ individuo contro la società, contro gli altri individui, contro lo Stato. xix. Questo è il paradigma sulla base del quale vengono giudicati tutti i grandi sistemi politici e istituzionali nati dalle lotte di massa di questo secolo e, in specie, quelli che si sono af fermati o consolidati in questa parte del mondo nel secondo dopoguerra. E certo nel formulare questo giudizio non si è posto l ’ ac cento sul fatto che questi sistemi portano al loro interno innu merevoli contraddizioni accumulate e mai risolte dal modo di produzione capitalistico; ora è proprio su queste contraddizio ni storiche, sulle distorsioni messe in evidenza dal confronto e dallo scontro di classe, che si costruisce l ’ argomentazione la quale tende a fare emergere solo il negativo di queste situazio ni, a sottolineare il volto demoniaco che al loro interno avrebbe progressivamente assunto l ’ organizzazione del potere che schiaccia ogni giorno di più l ’ individuo sotto il peso di un auto ritarismo senza fine. E tutto sommato è abbastanza agevole, seguendo questo schema interpretativo, cogliere ed esaltare il corno negativo della reale dicotomia tra individuo e società, tra forme della vi ta sociale e istituzionale che si dà tanto nei sistemi democratici come il nostro, il quale vede i lavoratori e le masse popolari im pegnate in una battaglia per l ’ egemonia delle forze progressiste e per la rottura di una gestione oligarchica del potere, quanto in più punti dell ’ occidente dove le socialdemocrazie hanno scorto sia i limiti del capitalismo, sia quelli dello Stato assisten ziale. Ma l ’ argomentazione ha ovviamente, ma anche giusta mente, dato il suo rilievo ai temi del cosiddetto socialismo rea le, alle contraddizioni dei paesi socialisti, i quali avrebbero da to indistintamente luogo alla costruzione del leviatano più spie tato del secolo. xx. Non sono mancati su questi punti specifici grossolane semplificazioni, il rifiuto della dialettica come strumento di analisi della realtà, il superamento di ogni distinzione, la nega zione della validità di ogni lettura di ordine storico della nascita e dello sviluppo di quei sistemi, portano di necessità alla fiori tura di giudizi liquidatori non di queste forme di democrazia, ma della democrazia tout-court, non di queste forme di sociali
43
Made with FlippingBook - professional solution for displaying marketing and sales documents online