Problemi della transizione 1979
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Il sogno di una cosa Lukàcs, Adorno e le avanguardie
di Guido Guglielmi
L ’ unità dinamica, storica, dialettica del sé e della sostanza, del soggetto e dell ’ oggetto, dell ’ identico e del non identico, dell ’ io e del mondo, è ciò che si chiama forma nell ’ estetica idea lista. «Tal contenuto, tal forma», era appunto la formula del De Sanctis; o, anche «lo stile è la cosa», dove la cosa ( die Sache selbst di Hegel) significa effettuazione di un contenu to, compimento di un processo, forma. La cosa o la forma (l ’ es senza determinata e concreta o il «tipico» di Lukàcs) è organi ca; la tecnica è meccanica. «Non c ’ è da aspettarsi molto — os serva d ’ altra parte Brecht — a sentir parlare coloro che adope rano troppo volentieri la parola “ forma ” come se si trattasse di qualcosa di diverso dal contenuto o che l ’ adoperano in rappor to col contenuto o in qualsiasi altro modo, e che nutrono un ’ ec cessiva avversione per la parola “ tecnica ” , come se più o meno si intendesse con essa qualcosa di “ meccanico ” . Non ci si deve curare del fatto che essi citino i classici (del marxismo) in cui compare la parola “ forma ” : costoro non hanno insegnato la tecnica del romanzo» 1 . Lukàcs (il Lukàcs realista), cui Brecht si riferisce, è tra coloro che diffidano della parola «tecnica». Per lui il contenutno non è il contenuto di una forma («tecnica»), non si identifica a partire da una forma o da un codice; è al contrario la forma che si identifica sulla base di un contenuto già configurato. Come per tutta la tradizione idealistica (e si ve da anche il Croce), la «forma» non è un sistema di parole, un messaggio-codice, ma la forma della cosa. Le tecniche sono sempre un po ’ forme cattive rispetto alla buona forma. Thomas Mann può usare le tecniche di Joyce, ma mirando ad altro. No nostante affinità di procedimenti, solo in Thomas Mann si dà davvero «forma». Come già in De Sanctis «forma» e «forme» si pongono a diversi livelli di verità. C ’ è una verità del mondo che l ’ opera può o non può rispecchiare, o può rispecchiare più o meno compiutamente. Le tecniche sono meramente strumenta li. Compito della critica è commisurare l ’ opera al mondo, leg gere l ’ implicito nell ’ esplicito, in un testo un altro testo. Resta però da spiegare perché l ’ indifferenza alle tecniche, di fatto non possa non privilegiare una tecnica. Il rilievo che Lukàcs muove agli scrittori contemporanei (decadenti) riguarda la mancanza di realismo. Il loro limite sa
1 Cfr. Brecht, Scritti sulla letteratura e sull'arte, trad. it., Torino, 1973, p. 185.
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