Problemi della transizione 1979

La discussione sull ’ Emilia

Appare allora per un verso emblematica la vicenda del Mulino — rivista e casa editrice — specie negli anni più ambiziosi della programmazione e dell ’ avvio del centro-sinistra per l’ azione di allar gamento operata nella cultura politica italiana, nella affermazione della cultura del centro-sinistra, nella formazione di una élite di for ze intellettuali di rilievo. Eppure l ’ incidenza del Mulino nella vita de mocratica della regione apparve modesta neH ’ immediato, sia per chè poco interessata agli elementi specifici della realtà emiliana 5 , sia soprattutto perchè sopravvivevano ancora nel gruppo della rivi sta pregiudiziali e tendenze a considerare questo movimento ope raio una espressione di «ritardo» rispetto alle esperienze anglosas soni. La sfida del centro-sinistra poi vide limitati tentativi di alimen tare una cultura capace di misurarsi con la controffensiva del nuo vo corso comunista nella regione. Non a caso con il fallimento del centro-sinistra e rallentarsi delle pregiudiziali la stessa cultura del Mulino si allarga, viene in primo piano la produzione scientifica e culturale, la ricerca sociale in primo luogo, e la casa editrice diven ta un punto di collegamento e diffusione di una cultura che si affer ma nei centri universitari, nella formazione di larghi settori giovanili, nella organizzazione di nuove riviste. Emblematica per altro verso appare l’ esperienza di filoni con sistenti della cultura urbanistica, dell ’ educazione dell ’ infanzia, di in tellettuali che hanno trovato — e concorrono a determinare — nel le scelte e nelle iniziative dei governi locali il punto di applicazione della ricerca — di quegli anni — di un nuovo sviluppo che il centro sinistra aveva alzato come sfida ai comunisti di una modernizzazio ne ininterrotta, ma che nei contenuti riformatori erano le sinistre ad elaborare e a portare a realizzazione nella iniziativa politica e di governo 6 . Quella vicenda — non conclusa certo con la fase successiva al ’ 76 — merita una riflessione, certo per verificare come abbiano pesato e cosa abbiano significato in Emilia-Romagna la politica del centro-sinistra e la presenza delle forze che gli orientamenti via via conservatori e moderati del Carlino sono andati esprimendo. Ma an che per esaminare un ’ esperienza di cultura e forze intellettuali con masse di cittadini, di lavoratori, di donne, tramite le istituzioni e il go verno locale: quando di fronte al contrastato avanzamento dell ’ in sieme del movimento operaio alla direzione dello Stato si improvvi sano in questi anni tante polemiche sulla vocazione totalizzante del le istituzioni, riandare a quella fase e alla sua complessità e asprez za resta di grande utilità. 4. Ma c ’ è un ’ area di indagine poco esplorata, e che solo negli ultimi anni comincia ad essere oggetto di ricerche specifiche: la vi ta culturale delle masse nelle loro differenziazioni, il rapporto con le culture dominanti negli anni della ricostruzione e della preparazione del centro-sinistra, negli anni ’ 60 fino alla rottura del ’ 68 e al proces so di modernizzazione e trasformazione del paese che fa la sua pro va di massa nel referendum del ’ 74, e poi nell ’ ultima fase fino ad oggi. Un intreccio complesso da aggredire nella formazione del sen so comune e nelle elaborazioni di gruppi e correnti culturali (v. ad

Comitato regionale PCI, gennaio 1977.

5 Eccezione significativa il dibattito pub- blicato dal «Mulino» nei nn. 127-128 del 1963. 6 G. Fanti e R. Zangheri, C/asse operaia e alleanze in Emilia, quaderno n. 5 di Cri tica Marxista, 1972; intellettuali e istitu zioni culturali dell'Emilia-Romagna per uscire dalla crisi e rinnovare la società,

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