Problemi della transizione 1979
«Economia periferica» e piccola e media impresa di S. Testoni * R. Raffaelli
1. Chi voglia affrontare problemi di sviluppo economico oggi in Italia si trova di fronte a due aspetti nettamente emergenti. Da un lato, i successi, consacrati dalle inchieste giornalistiche e anche da indagini più approfondite, della parte «sommersa» del tessuto pro duttivo. Dall ’ altro, l’ esigenza innegabile che l ’ Italia salga di qualche gradino nelle scale del livello tecnologico, della capacità organizza tiva e imprenditoriale, della presenza su quei mercati e in quelle produzioni che hanno il maggior contenuto innovativo. L ’ osservazione empirica immediata pone in conflitto questi due aspetti. È evidente che quello tipico dell ’ economia sommersa non è un posto appetibile nella divisione internazionale del lavoro. Ma la domanda che ci poniamo è: una politica che persegua una qualificazione dell ’ apparato produttivo può partire solo con il contrastare le tendenze che hanno portato all ’ estensione del lavoro irregolare, della produzione in regime di evasione fiscale, ecc.? Può, allo stato attuale dell ’ analisi, essere definita solo come opera zione di rottura rispetto a tali tendenze? Oppure è possibile già da ora iniziare un ’ analisi che individui altre tendenze che si siano venu te configurando negli ultimi anni e sulle quali ci si possa basare in positivo? In altri termini, questo significa capire se è vero che «l ’ ambien te» in cui l ’ impresa ha dovuto operare negli ultimi anni in Italia è stato veramente tale da permettere gli sviluppi quantitativamente più rilevanti dove, e solo dove, le condizioni sindacali fiscali sociali predominanti erano diverse da quelle normali, da quelle tipiche dell ’ Italia «moderna». E dove, come conseguenza del fatto che i «fattori permissivi» dell ’ espansione altro non erano se non l ’ esigen za di un rifugio dinanzi alla crisi dell ’ Italia più moderna, il modo di produzione che si affermava consisteva in forme economiche tecni camente, organizzativamente e socialmente arretrate. 2. L ’ evoluzione dell ’ industria emiliana è un terreno di prova cruciale per questo ragionamento. Negli anni ’ 70 ha ottenuto gli in crementi di produzione e produttività più notevoli. Ha altresì mutato favorevolmente la composizione settoriale della propria produzione, spostandosi verso settori che hanno un ruolo centrale nell ’ accumulazione (quelli della meccanica che pro ducono beni strumentali) e accentuando il peso di comparti di ele vata specializzazione e livello tecnico. Anche il volto di settori spes so affrettatamente asseganti fra i tradizionali, come l ’ alimentare, ha dato segni di cambiamento. Tutto questo si è riflesso sulle esportazioni, che non solo sono aumentate, ma si sono anche consolidate, nel senso di affermarsi prevalentemente nei tipi di merci più al riparo dalla concorrenza dei produttori a basso costo del lavoro.
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