Problemi della transizione 1979
Razionalità e governo delia ricerca: lo scenario energetico di Roberto Fieschi
1. Ancor oggi è opinione corrente, soprattutto in ambienti cul turalmente rispettabili, che il cittadino di media istruzione e perfino l ’ intellettuale siano moralmente autorizzati a confinare la loro cultu ra scientifica entro un orizzonte pre-galileiano. Succede così che chi ritiene che un satellite artificiale abbia bisogno di un motore per girare intorno alla terra, o chi confonde l ’ uranio duecentotrentacin- que con l’ uranio duecentotrentotto, o infine chi crede che gli Ufo siano macchine degli extraterrestri, si senta generalmente circon dato da affettuosa comprensione. All ’ opposto, chiari segni di disap provazione sarebbero rivolti a chi ammettesse francamente di igno rare la differenza fra le fonti del Clitumno e la fonte d ’ Iperea. lo stes so, figlio del mio tempo, o, meglio, della nostra scuola, mi sono sco perto meno stupito della ignoranza di mia figlia a proposito della ca duta dei gravi che della sua confusione fra Engels, Hàndel, Haydn e Hegel. Eppure è sicuramente più facile capire l ’ importanza delle que stioni connesse alle diverse caratteristiche fisiche degli isotopi dell ’ uranio che apprezzare la bellezza del poema omerico. Non fac cio qui una questione di priorità, anche perchè evidentemente l’ energia e le lacrime di Andromaca sono grandezze non omoge nee, nè pretendo di scoprire novità sconcertanti. È arcinoto che l ’ Italia si distingue dagli altri paesi industrializzati per una particola re carenza di educazione scientifica 1 ; l ’ istruzione infatti risente an cora di una ideologia che nega il valore conoscitivo della scienza, declassata a pura attività pratica, e di antiche prevenzioni verso una conoscenza scientifica che ha aperto la porta al materialismo, alla critica dei sistemi dogmatici, all ’ autonomia della ricerca. È sulla base di questo tipo di impostazione culturale che molte persone d ’ ingegno si possono appassionare sinceramente, ad esempio, a un articolo di Alberoni, e dibattono con passione e competenza se ci avviciniamo a un nuovo Rinascimento, in una sfavillante atmosfe ra di lavoro nero, o se invece non siamo ancora avvolti dalle tene bre del Medio Evo e dallo spettro della ripresa dell ’ inflazione. Se vo gliamo forzare l’ esempio, possiamo aggiungere che nel dotto dibat tito si dimentica che nella transizione dall ’ uno all ’ altro periodo stori co hanno giocato un ruolo importante avvenimenti come la sostitu zione del giogo da buoi con il basto nella bardatura del cavallo, o l ’ impiego dell ’ energia idraulica per azionare i mantici delle fucine
1 Non intendo nemmeno fingere di nega re l’ esistenza di ampie aree di ignoranza scientifica di molti «scienziati», ultraspe cialisti di cultura limitata, minuti ingra naggi che la scienza moderna richiede per far marciare la pesante macchina della «big-science».
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