Problemi della transizione 1979

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

dei fabbri e dei forni per la fusione. La forzatura non è casuale; essa ci ricorda l'importanza dello sfruttamento più razionale delle fonti energetiche e ci riporta al problema attualissimo, adombrato nel cenno iniziale all ’ uranio, dell ’ energia, delle fonti convenzionali, inte grative, rinnovabili, del risparmio e dell ’ efficienza, e così via. Si tratta semplicemente di prendere atto di uno stato di fatto — condizione prima per superarlo — che non solo rende più diffici le affrontare la complessa prospettiva cui si richiama il titolo pro grammatico e ambizioso di questa stessa rivista, ma che addirittura limita la capacità di risolvere i problemi connessi con una onesta gestione del presente. Prendiamo dunque atto della situazione, ren diamoci ben conto che le cause sono complesse e remote, quindi che i rimedi non possono essere né semplici né rapidi. Ma non ri nunciamo a tentare almeno una maggiore conoscenza reciproca, a cercare un terreno comune di dibattito, proprio perché siamo certi che non esistono ragioni di principio che ostacolano un ravvicina mento fra la cultura scientifica e tecnica e le scienze umane. Infatti ambedue hanno, almeno tendenzialmente, uno stesso metodo, l ’ uso della ragione 2 e il riferimento ai dati intersoggettivi, e uno stes so obiettivo, il mettere in ordine quello che si può dire del mondo e degli uomini, del conoscere e dell ’ agire. Il nodo più intricato è quello della scuola. È necessario lavora re e lottare per una scuola imperniata sull ’ asse storico-scientifico, nella quale alla scienza sia riconosciuta una essenziale funzione formativa e culturale; la scienza va tolta da uno spazio astorico, in modo da ritrovare la connessione tra lo sviluppo del pensiero scien tifico e di quello storico-sociale, in modo da giungere alla unificazio ne metodologica delle due culture (scienza dell ’ uomo e scienza del la natura). Mi pare evidente che questo nodo non possa essere ta gliato, ma debba essere sciolto gradualmente, a prezzo di duri sfor zi che coinvolgano un fronte il più ampio possibile. 2. Intanto continuiamo a vivere in una società dove le persone che sanno a che segno zodiacale appartengono sono di più di quel le che conoscono il loro gruppo sanguigno, dove si attribuisce agli ufo la scomparsa in mare di alcuni pescatori o il guasto degli stru menti di una centrale dell ’ Enel 3 . Ciò non è solo spiacevole, è anche preoccupante: di questo passo si arriverà ad accusare gli extrater restri per l ’ incidente aereo di Punta Raisi (non succede già per il Triangolo delle Bermude?), per la sparizione del tabulato della Ban ca Privata, e così via. La difesa della razionalità scientifica, che era stata una delle lezioni dei fondatori del materialismo storico, è ancora oggi, in Ita lia, compito fondamentale delle forze di sinistra 4 . Gli atteggiamenti estremistici dettati da spinte irrazionalistiche e da confusione men

2 Altri ha già osservato che la ragione è una forza di equilibrio e di controllo, piut tosto che di creazione, e che anche nel più puro dominio logico l ’ intuizione arriva prima alla notivtà. L ’ intuizione non prova ta e non confermata, tuttavia, non è una garanzia sufficiente di verità, nonostante il fatto che molta parte della verità sia suggerita prima dai suoi mezzi. 3 Freud ammonì che si rimproverava alla scienza di averci insegnato poco e di aver lasciato nell ’ oscurità incomparabil mente di più, ma che sarebbe una illusio ne credere di poter trovare altrove ciò che essa non ci può dare. 4 La ben meritata fama della scienza non deve essere attribuita alla obiettività o a

qualità straordinarie dei suoi adepti, ma alla regola del confronto aperto, sulla ba se dei dati sperimentali controllabili. Per questa via, indipendentemente da errori e preconcetti personali, attraverso confu tazioni e rettifiche, si giunge a una rete di «verità» (in continua evoluzione) che tutti devono accettare.

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