Problemi della transizione 1979
Lo scenario energetico
porta seri problemi di trasporto, stoccaggio, inquinamento, partico larmente gravi per l ’ Italia. Ad essi si aggiungano i problemi connes si coll ’ estrazione: reperimento di molto nuovo personale per un la voro ingrato e pericoloso e deterioramento del suolo e delle acque (vedi la conseguenza dello «strip mining» nelle zone carbonifere de gli USA). d) I costi di estrazione e di preparazione del combustibile sono destinati a crescere, accentuando la tendenza manifestatasi negli ultimi 5 anni. e) Le fonti integrative o alternative, oggi e nell'immediato futu ro, sono più costose delle fonti fossili. Fa eccezione l ’ energia nu cleare (che però pone altri seri problemi) e, in alcune situazioni, l ’ energia solare per riscaldamento di ambienti. f) Ogni scelta energetica — come, del resto, ogni impiego del la tecnologia — comporta dei rischi e ha qualche effetto negativo sull ’ ambiente o sulla salute. È quindi ingenuo, e sbagliato, fissare l ’ attenzione sul danno e sul rischio connessi con una sola delle scelte possibili. g) Il petrolio potrebbe continuare per alcuni decenni a coprire, oltre ai fabbisogni esistenti, una parte della crescita dei consumi. Se si tratterà di uno o due decenni dipenderà dal ritmo di scoperta di nuove riserve e dalle decisioni dei paesi deH ’ OPEC di contenere o meno la produzione. h) La fonte solare è destinata ad acquistare maggiore impor tanza nel futuro. Ma non c ’ è accordo sulla opportunità di fare il massimo sforzo per sviluppare e applicare fin d ’ ora l’ energia solare in tutti i casi dove ciò è possibile, a partire dal riscaldamento dell ’ acqua e degli ambienti; molti ritengono che sia conveniente o inevitabile attendere diversi anni e impiegare nel frattempo reattori nucleari «provati» o centrali a carbone. Un discorso analogo vale per il recupero di energia da rifiuti urbani o agricoli. i) L ’ energia nucleare di fissione dai reattori «provati» potrebbe coprire una parte consistente dei fabbisogni, per qualche decennio, se fosse avviato un intenso programma di installazione di centrali. Ma l’ allarme suscitato nel pubblico di fronte a un programma del genere rende molto problematica questa prospettiva. Il recente in cidente nucleare in Pennsylvania e le reazioni della stampa e dell ’ opinione pubblica segneranno probabilmente una svolta per i programmi nucleari di molti paesi, incluso il nostro. A parte alcune esagerazioni, è comprensibile la contrarietà a consegnare ai nostri discendenti, anche molto lontani, un pianeta ricco di scorie radioat tive e di centrali nucleari mummificate e impraticabili. D ’ altra parte, a favore di una scelta parziale di energia elettronucleare gioca la necessità di diversificare le fonti d ’ energia. l) I reattori nucleari veloci autofertilizzanti garantiscono una fonte d ’ energia sufficiente per alcuni secoli, ma tutti concordano sul fatto che, a tutt ’ oggi, questo tipo di reattori presenta un alto gra do di rischio. Non è chiaro se sia opportuno proseguire gli studi per tentare di render sicuri i reattori veloci e tutti i processi legati al ci clo del combustibile nucleare o se non sia invece necessario rinun ciare fin d ’ ora a questa strada. Le preoccupazioni sulla sicurezza dei reattori provati, riproposte ultimamente, dovrebbero indurre al più nero pessimismo sulle prospettive dei ben più rischiosi reattori veloci. Nel frattempo le ricerche su questo tipo di reattore prose guono in molti paesi, ivi compresa l ’ Italia. m) Il punto su cui più grave rimane l ’ incertezza, ma che rive ste la massima importanza, riguarda il problema della fusione nu cleare controllata. La strada per realizzare un prototipo di reattore in
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