Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
I fatti e le idee:
L ’ ingloriosa transizione degli anni ’ 80
di Francesco Galgano Gli anni Settanta si erano aperti, non dimentichiamolo, con grandi speranze per il futuro della democrazia in Italia. Della democrazia politica, anzitutto: per l ’ insediamento delle regioni, che dovevano spezzare l ’ antica concentrazione del po tere politico; per i nuovi regolamenti delle camere, che doveva no rilanciare la centralità del parlamento, la funzione parla mentare di indirizzo politico generale dello Stato. Ma grandi speranze anche sul fronte della democrazia economica: il ’ 70 fu l ’ anno di approvazione dello Statuto dei lavoratori, che esten deva ai lavoratori in fabbrica i diritti e le libertà costituzionali del cittadino nello Stato. Sembrava annunciarsi, nella direzione politica come nella direzione economica del paese, un processo di diffusione del potere, di sua dislocazione dal vertice verso la base dell ’ organizzazione sociale. Gli anni Ottanta si sono aperti nel segno della speranza de lusa. Il processo riformatore avviato dieci anni or sono si è pre sto interrotto; spinte regressive hanno gradualmente preso il sopravvento: la linea di tendenza è andata, nel corso del decen nio, in direzione opposta, e nel consuntivo finale di questo arco di tempo dobbiamo, piuttosto, registrare il rafforzamento dei poteri dell ’ esecutivo rispetto al parlamento, e l ’ accentramento statale del pubblico potere a danno delle regioni e delle autono mie locali. Pochi, e tutti concentrati nel ’ 77 (l ’ anno dell ’ accesso del partito comunista nella maggioranza parlamentare), i fatti istituzionali orientati nel senso delle aspettazioni del ’ 70, fru strati dal corso successivo degli eventi: la legge di riconversione industriale, la legge sulle nomine negli enti pubblici economici, il decreto che trasferì alcune nuove funzioni alle autonomie re gionali e locali. Poi il decennio si è, ingloriosamente, avvicinato al suo epilogo nel clamore suscitato dalle proposte (elezione di retta del capo dello Stato, riforma in senso maggioritario della legge elettorale ecc.) degli aspiranti padri fondatori della Se conda Repubblica. Anche l ’ eco si è spenta di tutto quel clamore. E tuttavia senza strepito e senza leggi di revisione costituzionale, per pic coli passi, ma con moto costante, la Repubblica è andata cam biando, la Costituzione è stata gradatamente modificata. E un cambiamento che si è attuato di fatto, una revisione costituzio nale che procede tacitamente. Si è svolta nel rispetto formale della Costituzione, ma alterandone profondamente il senso e la sostanza. Solo oggi ci accorgiamo che, nel corso di anni, si è ro vesciato il rapporto fra regola costituzionale e sua eccezione. In punti centrali del sistema politico l ’ eccezione è diventata rego
96
Made with FlippingBook - Online catalogs