Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
delle questioni cruciali della paziente e complessa ricerca di Karl Griewank, Il concetto di rivoluzione nell ’ età moderna (a cura di Claudio Cesa, La Nuova Italia). La demarcazione fon damentale di Griewank è in fondo quella tracciata con la cate goria del «moderno». Qui uno dei percorsi, locali, che riaffiora è quello connesso, come dicevo all ’ inizio, con l ’ impresa scienti fica moderna. «Il concetto astronomico di “ rivoluzione ” poteva suggeri re l ’ idea che mutamenti del mondo si potessero far rientrare in un nesso conforme a leggi, e da ciò venne una spinta importan te — anche se non fu l ’ unica — all ’ adozione di questo concetto nel linguaggio della politica. Sulle prime vi prevalse ancora il bisogno tradizionale di concepire il mutamento come moto ci clico di ricongiunzione al buon tempo antico, e dunque di in tendere “ rivoluzione ” alla stregua del vecchio concetto di “ ri forma ” : abbandono di abusi, di alterazioni, di traviamenti». L ’ idea di regolarità e di leggi che governano la dinamica della società è quella che, associata al caso locale della rivoluzione scientifica, produce il programma propriamente moderno della politica come artificio. Il richiamo al nucleo del programma contrattualista, tratteggiato da Hobbes, è evidente (si consideri la modellizzazione proposta da Bobbio e Bovero in Società e stato nella filosofia politica moderna, il Saggiatore). Per lo slittamento d ’ epoca dell ’ immagine di rivoluzione, associata ai fatti di Francia (che resteranno poi paradigmatici), è necessario ancora l ’ ingrediente di una teoria generale del pro gresso o della perfettibilità. La battuta del quindici luglio del (pare) conte Liancourt «non, Sir, c ’ est une révolution» (il re aveva detto della Bastiglia, come è noto, «C ’ est une révolte») fa da confine e cesura a partire dalla quale in fondo si formulano le premesse dei nostri problemi. E un peccato che la morte ab bia impedito a Griewank di andare oltre la registrazione degli effetti della rivoluzione francese e un abbozzo delle idee di Marx in proposito. Resta in ogni caso il fatto che la mobilità di queste imma gini della rivoluzione, il complesso delle diverse implicazioni, l ’ insieme degli slittamenti ci suggeriscono uno stile di lavoro e di ricerca su domande prodotte dalla situazione attuale (in cui sembra che pericolo e scarsità — i due grandi temi della politica — lascino trasparire ancora una volta la fisionomia del Levia tano).
Fra morte atomica e morte per fame
di G. Campos Venuti La conferenza di Venezia sulla sicurezza delle centrali nu cleari è stata conclusa proclamando l ’ acquisita inevitabilità dell ’ energia nucleare, ma senza aver deciso nulla di veramente concreto sulla sicurezza. Il dibattito in corso ha comunque fi nora dimenticato che la scelta delle centrali nucleari non ri guarda soltanto la politica energetica e la sicurezza ambientale,
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