Problemi della transizione 1980
Il filo logico del terrorismo
(Autonomia),il compito di creare le contraddizioni sociali. Dicevo di Padova e della strana coincidenza, secondo la quale, come Freda (che non si può non considerare un grande ideologo-pratico della guerriglia fascista) incappava nella rete del giudice Stiz, per incanto si chiudeva la stagione del terrori smo di destra (appena scoperto dalla magistratura, anche se de nunciato da anni dalla sinistra) e prendeva corpo nella stessa città dell ’ uomo di piazza Fontana l ’ organizzazione del profes sor Antonio Negri, approdato al «marxismo» dopo un lungo e tortuoso iter ideologico. Affidiamoci ancora alle date. Nel 1972 viene arrestato Freda e nel 1972 si scioglie improvvisa mente «Potere operaio» e prende vita l ’ organizzazione di «Au tonomia». Mentre a Padova, quasi istantaneamente, cessano gli scontri di piazza tra studenti fascisti e studenti democratici, lentamente Autonomia si organizza. Può contare su una vasta base giovanile: ma ad essa affida soltanto slogan e manifesta zioni. Nel suo interno, invece, costruisce rigide cellule: quelle destinate a creare «Autonomia organizzata», da distinguere dalla più vasta e fluttuante fascia di autonomia all ’ interno dell ’ università e anche di alcune fabbriche. Forse può apparire semplicistico mettere in relazione la ca duta dell ’ astro Freda con l ’ ascesa dell ’ astro Negri. Ma anche qui, per dar corpo logico all ’ ipotesi, è necessario ricorrere ad accadimenti storici, ai quali gli stessi studiosi di «trame nere» troppe volte non hanno fatto riferimento. Fissiamo un ’ altra da ta: maggio 1965, quando all ’ hotel Parco dei Principi di Roma si tenne un convegno sul tema «La guerra rivoluzionaria», or ganizzato dall ’ istituto «Alberto Pollio», finanziato dal Sifar, al quale da nemmeno un anno era fallito il colpo di Stato. Interes sante l ’ elenco dei relatori, tutti esponenti della destra fascista. Enrico De Boccard stese l ’ introduzione, che ora più che mai, appare emblematicamente significativa di una strategia che avrebbe avuto negli anni una sua puntuale pratica. Disse De Boccard: «Qualsiasi violazione compiuta dai comunisti nei confronti del santuario (il potere, il governo, n.d.a.) costitui rebbe un atto di aggressione tanto grave da rendere necessaria l ’ attuazione nei loro confronti di un piano di difesa totale». A questo punto dobbiamo ricordare che nel 1974-1975, il PCI fece il grande passo verso il «santuario», ponendo le basi per costringere la DC ad accettare il suo ingresso nell ’ area di maggioranza (ciò che avvenne il 16 marzo 1978, giorno del se questro Moro). Andiamo avanti. Il senatore missino Giorgio Pisano raf forzò il concetto: «Il comuniSmo sta entrando nel santuario. Allora è tempo di fare qualcosa che vada al di là di questo con vegno». Altri relatori: Edgardo Beltrametti, Guido Giannettini (e con lui si entra nel vivo della provocazione terroristica indot ta dalle deviazioni dei servizi segreti), Pino Rauti e Pio Filippani Ronconi, il quale illustrò il piano operativo «di difesa e di con trattacco». Il piano prevedeva quattro punti: «a) una prima ru dimentale rete che potrà servire per una prima conta delle per sone a disposizione. .. e per formare lo schermo di sicurezza per gli appartenenti ai due livelli successivi; b) il secondo livello po trà essere costituito da quelle altre persone naturalmente addet te a compiti che inpegnino azioni di pressione, come manifesta zioni ufficiali...; c) a un terzo livello più qualificato dovrebbe
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