Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Crisi energetica e qualità dello sviluppo

di Roberto Buonamici 1. Anche il dibattito sull ’ energia ha ormai una sua storia; storia breve ed intensa che non permette alle diverse fasi di esaurirsi, ma le intreccia, le fa correre parallele, mentre già pos sono essere estrapolate linee e tendenze nuove. Certe rigide contrapposizioni, assurte quasi a luogo comu ne dell ’ ideologia: nucleare sì, nucleare no grazie, fonti alterna tive, specificità settoriali di un dibattito che ha comunque de terminato riflessi sociali e politici non secondari, derivano da una preistoria in via di superamento, che tuttavia continua ad avere un suo peso ed effetto. Parallelamente i fatti, nella veste dei modi di evoluzione della crisi, lo sviluppo delle conoscenze e la ricchezza di un di battito che per quanto travagliato trova poche analogie per continuità e qualità, hanno fatto crescere (per lo meno tra le forze più avvertite) il consenso attorno ad un nucleo di propo ste, luogo di scontri passati e definiti ancora recentemente «strategici»: conservazione dell ’ energia e fonti rinnovabili co me linea strategica, risparmio come fonte principale, risposta qualitativa ancora prima che quantitativa alla domanda ener getica, non «necessarietà» della scelta nucleare, ruolo del meta no e del carbone, ecc. 1 . Naturalmente molti sono ancora gli ostacoli ed ancora as sai vivo è il dibattito sul mix, sulla collocazione nel tempo di queste scelte e sul modo di realizzarle; tuttavia le distanze sono assai accorciate, tanto che, a differenza del passato, risulta oggi assai più difficile distinguere tra i vari documenti di enti ed or ganismi sociali e politici. La materia del contendere, se trasfor mata in incidenza percentuale sul bilancio energetico comples sivo, risulta così ridotta ad alcuni per cento, spostati o sposta bili dall ’ una all ’ altra soluzione a seconda delle diverse posizio ni, mentre lo scontro si sposta principalmente sul terreno della politica economica (prezzi, investimenti, ecc.), su chi in sostan za debba pagare i costi della necessaria ristrutturazione. Il di battito reso più «laico» assume carattere di maggiore concre tezza e politicità, si definisce in termini di classe. Si delineano intanto nuove tendenze; non più quale ener gia, ma quale scenario energetico o più semplicemente quale

hanno visto l ’ intreccio tra crisi energetica e crisi generale e la necessità di mutamenti qualitativi.

1 Questo è già di per sé significativo in quanto rappresenta la sconfitta delle forze che hanno ritenuto di poter risolvere la cri si energetica attraverso un semplice cam biamento delle carte (dopo il tutto petro lio, il tutto nucleare) ed un primo risultato, ancora e prevalentemente sul piano cultu rale, delle forze che prima e più di altre

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