Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
li; la politica delle cannoniere può isolare e ritorcersi contro chi la usa; l ’ azione esclusiva sui prezzi per scaricare sulle classi più deboli le conseguenze della crisi e per determinare modificazio ni indirette dei consumi, è sfasata rispetto alle possibili carenze di fonti energetiche e rispetto ai meccanismi di difesa conqui stati dai diversi strati sociali; produce al contrario continui av vitamenti di tutti i dati della crisi. Rilanci neo-liberisti, peraltro assai improbabili, rendereb bero massima la contraddizione tra un mercato, reso ancora più anarchico dalla crisi, e necessità di programmare su scala che, nel caso dell ’ energia, sono necessariamente di alcune deci ne di anni e di mutare le stesse basi per il calcolo della conve nienza e della redditività degli investimenti 3 . Forse per la prima volta la crisi energetica costringe il neo capitalismo ad agire scopertamente ed in tempi brevi sul terre no della quantità e qualità dei consumi, in un impatto mólto più immediato e diretto con i meccanismi sociali che hanno co struito e determinato consenso. L ’ impaccio deriva soprattutto da questo. La fase che si prospetta, non solo di aumento dei costi, ma di incertezze sugli approvvigionamenti e poi di vera e propria carenza della fonte energetica principale, il petrolio, risulterà ancora più dura e decisiva, in particolare per quei paesi che più dipendono da questa fonte. Terzo: l ’ energia perde relativamente interesse come tema tica specifica per acquistare maggiore rilievo come paradigma di temi più generali: da un lato rapporti internazionali, politica economica, politica dei prezzi, tipo di programmazione, scelte tecnologiche e di ricerca, ecc.; dall ’ altro l ’ energia gioca presso l ’ opinione pubblica o presso una parte di essa (in particolare giovani e strati di intellettuali) il ruolo di «tema di espres sione» 4 ; non vale cioè solo in sé, ma come indicatore ri spetto ad altri temi ed altre tendenze, tra i quali acquistano maggiore peso quelli relativi alla espressione della soggettività individuale e collettiva. Il tema dell ’ energia è diventato occasione di movimenti so ciali estesi e punto di condensazione altrimenti latenti; le forme di espressione possono variare a seconda delle diverse realtà so ciali e politiche, ma ugualmente alto e comunque nuovo per questo tipo di temi, appare il livello di incidenza sociale e politica 5 . Tra questi movimenti, per alcuni aspetti nuovi, e movi mento operaio organizzato si sono spesso aperte divaricazioni. Le diversità tra i vari paesi non possono nascondere questo
a parità di beneficio diviene 10.000 volte inferiore rispetto a quello accettabile per ri schi volontari. Il dato è certamente signifi cativo, anche se l ’ interpretazione può esse re plurivalente. 5 Sulla estensione e sul carattere eteroge neo di questi movimenti v. R. B uonamici , S m / movimenti ecologici ed antinucleari, in Ma tu a Bologna da che parti stavi?, sup plemento al n. 8-9/1978 de «La Società» e A. P oggio , Le ragioni, le illusioni e le diffe renti realtà, «Rinascita», n. 42/1979, Dossier Energia. La caratterizzazione pre valentemente antinucleare di questi movi menti (anche se è jn corso una maggiore ar ticolazione) può essere assunta come rifles
3 G.B. Z orzoli , Limiti delle risorse e nuo vo sviluppo economico, «Critica Marxi sta», n. 5/1979, pp. 68-69. 4 V. ad es. «Recherches sur la formation de l ’ opinion publique» svolte periodica mente in Francia sui temi d ’ attualità e di particolare conflitto o per altro verso le in dagini di S tarr (riportate in II cerchio da chiudere, B. Commoner, Milano 1977) dalle quali risulta che nella determinazione del rapporto benefici-rischi influenza deci siva è determinata dalla volontarietà indivi duale della scelta. Nel caso l ’ atto sia invo lontario, determinato cioè da altre struttu re senza che vi sia possibilità di scelta indi viduale, il livello di accettabilità del rischio
120
Made with FlippingBook - Online catalogs