Problemi della transizione 1980

Crisi energetica tratto comune; ciò avviene sia nei paesi a prevalente tradizione socialdemocratica, dove i vari movimenti «verdi» sottraggono consensi ed anche voti ai partiti socialdemocratici, sia nei paesi dove il movimento operaio si colloca all ’ opposizione e la com ponente comunista è forte o prevalente. 3. Nel dibattito sull ’ energia si intrecciano dunque elemen ti «oggettivi» e «soggettivi»; ne nasce quella «confusione» 6 che sarebbe però sbagliato definire «irrazionalità». In questo sta la difficoltà, ma anche il valore di questo dibattito; non è un caso che la riflessione sulla crisi energetica abbia fornito nuovi spun ti e molti elementi per dare vigore e concretezza al dibattito sui limiti dello sviluppo, sulle connessioni tra quantità e qualità dello sviluppo, sul rapporto uomo-natura-società e uomo-tec nica-libertà. Proprio per questo intreccio, per il carattere più avanzato ed evidente delle contraddizioni «oggettive«-«soggettive» e per lo sviluppo assunto dal dibattito il terreno dell ’ energia può es sere convenientemente utilizzato per cominciare a costruire progetti razionali e finalizzati, indirizzati a verificarne ambiti e valori più generali. Su molti punti i contributi sono già assai ampi; altri devo no essere ulteriormente approfonditi. 4. Per chi si colloca nel processo produttivo l ’ energia, in quanto incorporata nel capitale fisso ed associata al processo di valorizzazione del capitale e quindi al modo di produzione, è strumento di alienazione, ma allo stesso tempo, in quanto so stituibile al lavoro umano, strumento per liberarsi dalla fatica e moltiplicare le possibilità di trasformare la natura. Il rapporto energia-classe operaia si colloca perciò all ’ interno di una con traddizione che può essere dialetticamente risolta attraverso una prassi rivoluzionaria nella quale il rifiuto degli atteggia menti luddistici non è mai separabile dalla critica spietata di ogni illusione riformista. Ma in questi anni si assiste al paradosso ormai strutturale di una crisi energetica che si accoppia ad una eccedenza di ener gia lavorativa umana. La ristrutturazione in atto esaspera poi il fenomeno attra verso una sempre maggiore incorporazione di tecnologie elet troniche e l ’ uso esteso delle strutture informatiche che determi nano una violenta riduzione del «tempo di lavoro socialmente necessario» alla produzione di merci e tendono quindi a ridurre la capacità operaia di percepire la dimensione delle quote del lavoro erogato ed a sottrarre al lavoro operaio la stessa prero gativa di valorizzare il capitale. Cresce l ’ emarginazione rispetto al processo produttivo e contemporaneamente la fabbrica cessa di essere per gli stessi che vi accedono una sede privilegiata di formazione di identità sociale e di socializzazione operaia.

so immediato e diretto di una fase che ha visto al centro la lotta contro l ’ ipotesi del «tutto nucleare», ma non può essere defini ta come unica caratteristica; di conseguen za il mutare della situazione e del dibattito sull ’ energia determinerà certamente modi ficazioni ed anche crisi di questi movimen ti, ma appare improbabile ne segni la fine.

6 F ieschi , op. cit. , p. 88.

121

Made with FlippingBook - Online catalogs