Problemi della transizione 1980
Crisi energetica
La tendenza appena descritta di una forte espansione della telematica, la nuova parola coniata per indicare l ’ integrazione tra informatica e telecomunicazioni, è destinata infatti ad in fluenzare in modo sempre più decisivo tutte le strutture econo miche e ad investire lo stesso dibattito sull ’ energia. Secondo molti infatti lo sviluppo di questo settore può rappresentare la via principale di soluzione della crisi energetica e delle materie prime. Dopo la sostituzione di energia al lavoro umano si apre la fase in cui si comincia ad usare la natura per trasformare la natura stessa. Lo sviluppo dell ’ informatica può consentire ri sparmio di materiali per la produzione di macchine e di energia d ’ uso; l ’ uso esteso dei computers permetterà di regolare nel mo do più razionale i diversi sistemi eliminando ogni spreco; in luogo delle persone potranno viaggiare le informazioni; il mas simo decentramento potrà essere accoppiato alla massima cen tralizzazione delle decisioni. Ci appresteremmo in sostanza a superare la crisi energeti ca con un nuovo salto tecnologico, con uno sviluppo prevalen temente settoriale destinato però a produrre modificazioni pro fondissime, per certi aspetti sconvolgenti, sull ’ insieme dell ’ or ganizzazione produttiva e sociale e sulla stessa vita degli uo mini. Ma quali nuove dipendenze ed ulteriori divaricazioni tra paesi sviluppati e non ne possono derivare; quali modificazioni sociali e politiche; quali conseguenze sulla democrazia e sulla sua organizzazione; quali accelerazioni-difficoltà nella lotta per la trasformazione della società? Diversa, anche se non contrapposta, appare la via indicata dalle cosiddette tecnologie «appropriate» o «soffici» e dalla ne cessità di puntare, in luogo di maggiori sviluppi settoriali, ad una più forte integrazione orizzontale fra «scienze tecnologiche e scienze del territorio, fra scienze fisiche, biologiche ed ecolo giche e scienze economiche e sociali» 9 . L ’ approfondimento di questi aspetti appare essenziale in relazione a trasformazioni che si prospettano o sono già in cor so, ma anche per il rilievo che assumono rispetto alle relazioni che collegano energia ed organizzazione del lavoro. A differenza di quanto è avvenuto per energia e territorio, trasporti, struttura urbana, ecc., per quanto concerne i settori produttivi ci si è fermati alla composizione settoriale, ai tipi di produzione, alle soglie cioè della fabbrica e della sua organizza zione interna. A questo possono essere fatte risalire parte delle difficoltà del Sindacato nell ’ affrontare la tematica energetica all ’ interno stesso dell ’ iniziativa sugli investimenti. Organizzazione del lavoro, rapporto tra tempo di lavoro e tempo libero acquistano nuove dimensioni e nuove valenze in rapporto ai temi della finitezza delle risorse e dei mutamenti tecnologici che ne conseguiranno; quale energia e per che cosa- come e cosa produrre possono procedere solo di pari passo.
9 Z orzoli , Una politica della ricerca esige la programmazione, «Rinascita», n. 42/ 1979, Dossier Energia.
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