Problemi della transizione 1980

Insediamento storico e classe operaia

enunciate, di un metodo basato sull ’ utilizzazione congiunta dell ’ analisi storico-tipologica e dell ’ analisi economico-sociale. La prima, l ’ analisi storico-tipologica, si basa sulla constatazio ne che le città, e i manufatti edilizi che la compongono, non so no il risultato di una serie casuale d ’ interventi; è dimostrato che, viceversa, sono rintracciabili le precise regole urbanistiche (le lottizzazioni) ed edilizie (le tipologie) che hanno governato nella storia la progettazione e la costruzione delle città. L ’ indi viduazione di queste regole non consente solo, come sembra credere Campos Venuti, di « conoscere >* la città, ma permette di comprendere quali sono gli elementi essenziali, strutturali, che devono essere conservati, ripristinati o ricostruiti e quali sono, viceversa, gli elementi inessenziali, casuali, o addirittura posticci che possono essere modificati o rimossi: quali sono, quindi, i vincoli e le possibilità di trasformazione fisica coerenti con la essenza dell ’ accumulazione storica. È evidente che utilizzare in chiave operativa un simile me todo d ’ analisi consente di superare tutte le precedenti imposta zioni: quelle che isolavano i «monumenti», da sottoporre a ri gorosa conservazione integrale, dall ’ ambiente circostante, dove erano consentiti i più ampi rimaneggiamenti, come quelle che, pur allargando la tutela all ’ «ambiente», ne propongono la sal vaguardia solo come «cornice», o meglio come corteccia e sce nografia; quelle che impongono la conservazione mummificata di tutto ciò che esiste, come quelle che si limitano a vincolare le facciate consentendo i più sfrenati rimaneggiamenti interni. Tutto ciò che è storico, che dalla storia ha derivato (o deriva) le proprie riconoscibili regole, viene considerato, trattato, con servato, sviluppato secondo il medesimo criterio, con la mede sima oggettività. E con un criterio e un ’ oggettività che non guardano all ’ insediamento storico come un fatto meramente «estetico» (o addirittura «pittoresco»), ma analizzano dall ’ in terno le regole della «produzione della città» (e del territorio), cogliendo perciò i nessi tra rapporti sociali, forme di produzio ne e concreta realizzazione dei manufatti, e dunque ne colgono l ’ essenza (e ne individuano le possibili trasformazioni) in modo singolarmente coerente con la cultura omogenea alla classe operaia. 8. In definitiva, l ’ analisi storico-tipologica consente di stabilire con sufficiente rigore quali sono gli elementi che la sto ricità dell ’ insediamento suggerisce di vincolare rispetto alle tra sformazioni possibili dell ’ assetto fisico. Ma essa non è di per sé sufficiente a caratterizzare tutte le componenti àe\V offerta di spazi. In effetti, gli elementi che l ’ analisi storico-tipologica rile va come fondamentali ed essenziali possono essere sottoposti a vincoli più o meno rigidi; e all ’ interno stesso dei vincoli, sono del resto possibili numerosi gradi di libertà per le trasformazio ni. È appunto per questo che l ’ analisi economico-sociale non solo è decisiva per definire le caratteristiche della domanda di spazi, ma concorre con l ’ analisi storico-tipologica nel definirne Vofferta. Così, per fare un esempio, l ’ individuazione di lotti ancora liberi in una lottizzazione storica può consentire sia di comple tare la lottizzazione, edificando unità edilizie identiche a quelle proprie delle parti già edificate per quanto riguarda gli elementi

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