Problemi della transizione 1980
Insediamento storico e classe operaia
concreto. Limitandosi in questa sede ad alcuni accenni, volti soprattutto a proporre argomenti sui quali sarebbe utile che la ricerca e il dibattito si sviluppassero, sembra intanto necessario riconoscere che non si è ancora manifestata una sufficiente con sapevolezza, da parte del movimento operaio nel suo comples so, dello spessore reale, e quindi del rilevante peso politico e culturale, della questione dell ’ insediamento storico. Certo non sono mancati momenti ed episodi significativi e importanti, che hanno giocato un ruolo non marginale nello stesso sviluppo dell ’ elaborazione disciplinare. Per citarne solo alcuni, basterà ricordare il dibattito, le posizioni e le proposte delle forze politiche e sindacali della sinistra attorno al proble ma di Venezia all ’ inizio degli anni ’ 70, e il ruolo nazionale che gli orientamenti espressi da queste forze assunsero; e il valore non solo metodologico e culturale, ma di concreta indicazione di un indirizzo politico che alcune esperienze locali (prima fra tutte quella bolognese) hanno saputo conquistarsi; e il peso, in fine, che è stato attribuito all ’ obiettivo del recupero del patri monio edilizio storico nella Proposta di progetto a medio ter mine del PCI. Sta di fatto, comunque, che si è trattato e si tratta ancora di «episodi» e «momenti», come appunto si diceva; di avveni menti, cioè, che certamente indicano una tendenza, una tensio ne, un affiorante indirizzo, ma che ancora non esprimono la presenza di una volontà politica determinata ad affrontare si stematicamente, compiutamente, risolutivamente, con la spin ta ideale e con la costanza operativa che sono entrambe indi spensabili, i problemi posti dall ’ esigenza di costruire una «nuo va cultura della città» fondata sulla consapevolezza della stori cità dell ’ insediamento umano. Il ragionamento tende qui inevitabilmente ad allargarsi e a trascendere dallo specifico tema posto dallo scritto di Campos Venuti che ha aperto questa discussione. Bisognerebbe doman darsi, ad esempio, le ragioni per le quali, nell ’ ambito delle forze politiche e sindacali della sinistra, i problemi dell ’ urbanistica abbiano acquistato rilevanza e peso solo quando le tensioni so no esplose nella loro immediatezza {dopo le grandi manifesta zioni del ’ 69, dopo la sconfitta elettorale del ’ 79). Bisognerebbe domandarsi perché le espressioni politiche della sinistra abbia no delegato quei problemi alla «cultura urbanistica», salvo a di staccarsene nei momenti della decisione. E bisognerebbe doman darsi, infine, perché nei cinque anni trascorsi non ci sia stato un solo momento di confronto e coordinamento delle esperienze, dei tentativi, degli sforzi compiuti — proprio su questo terre no — nelle numerose città governate dai partiti della sinistra. 10. Eppure nonostante l ’ oggettivo ritardo nella formula zione di una linea politica adeguata a cogliere ed esprimere la complessità delle esigenze e ia ricchezza delle potenzialità esi stenti sul terreno della «nuova cultura della città», nonostante le incertezze che deve registrare chi voglia tentar d ’ individuare i segni d ’ una consapevole e determinata volontà politica, questi stessi anni, che hanno visto manifestarsi una positiva accumu lazione di esperienze e un indubbio affinamento metodologico, hanno visto anche — per affrontare il secondo dei problemi che dianzi si ponevano — un notevole rafforzamento dell ’ arsenale di strumenti tecnico-amministrativi a disposizione di chi voglia
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