Problemi della transizione 1980
La sfida americana
mente controllabili: «L ’ automazione ci ha messo in crisi? Sicu ro ma ha messo in crisi tutti», dice il sindacato a Torino... 2 Cosa sono i sili con chips allora? Il chip è un circuito elet trico in miniatura contenente migliaia di componenti elettroni ci (transistors, resistors ecc.) depositate con tecniche fotografi che se una piccola fetta di cristallo di silicone. Il circuito in sé è normalmente chiamato un «circuito integrato», ma se costrui to con i componenti appropriati, esso può costituire l ’ equiva lente microelettronica del cervello di un computer. In questo caso si chiama «microprocessore», ed è questo congegno che sta alla base degli sviluppi attuali più sconcertanti. Largo quan to l ’ unghia di un dito, il chip di oggi può contenere più di 262000 componenti, capaci di immagazzinare fino a 16000 istruzioni (presto 64000). Esso ha la potenza di un computer di 25 anni fa grande come un ufficio, una potenza che tende a cre scere in modo esponenziale: il chip più veloce del 1980 sarà 100 volte più veloce di quello del 1972. Ma i fattori della dimensione e della potenza non sono i più significativi. Ciò che spiega più che ogni altra considerazio ne l ’ impatto del microprocessore è il suo costo: da un minimo di $10 ad una media di $150. Come ha scritto un gruppo di controinformazione londinese (CIS) in un pamphlet sulla «nuo va tecnologia»: «l ’ epoca del computer da usare e da buttare è ormai arrivata» 3 . I primi prodotti basati sul cWp cominciano già ad entrare in uso comune: il calcolatore tascabile, l ’ orologio elettronico (che ha devastato l ’ industria tradizionale della Svizzera), la TV con memoria, i giochi elettronici, il registro di cassa con laser ecc. Essi rappresentano i precursori di novità ben più sostan ziose. E dato per scontato che la lotta per la riduzione del con sumo dell ’ automobile non può prescindere dall ’ adozione totale dei microprocessori. La BMW serie 7 del 1980 (modello 732i) monta già un sistema elettronico che aumenta leggermente la velocità massima e l ’ accelerazione (come ce ne fosse bisogno) e promette una riduzione del consumo medio del 7,5%. Il micro processore della BMW misura costantemente 4000 parametri dell ’ ambiente, della condizione e del rendimento del motore, e controlla con estrema precisione l ’ iniezione e il flusso di carbu rante. L ’ adozione del cZ?/p nell ’ ambiente automobilistico segna la che i grossi problemi di affidabilità e di sensibilità alle condi zioni ambientali della microelettronica precendente sono ormai superati. Inoltre il basso costo di produzione di questi sistemi — insieme alle nuove leggi sull ’ inquinamento — ne ha garanti to l ’ adozione da parte dei colossi automobilistici di Detroit. Si prevede che la macchina media americana del ’ 88 possederà al meno 10-15 microprocessori sotto il cofano 4 . Scrive nella sua «Rassegna economica 1979» il congresso dei sindacati inglesi (TUC): «Il significato dei sistemi microe lettronici deriva dalla loro capacità di aggiungere un fattore di intelligenza ai prodotti meccanici o elettro-meccanici esistenti,
siness Week», 22.10.79.
2 ...secondo G. B occa , «la Repubblica», 15.11.79; cfr. «Unità», 24.10.79. 3 Counter Information Services, Thè New Technology, Londra 1979; per altre infor mazioni generali cfr. la bibliografia alla fi ne di questo articolo. 4 «Financial Times», 1.11, 3.11.79; «Bu
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