Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

in grado di operare a questi livelli ciò è dovuto con ogni proba bilità al suo rapporto consolidato con l ’ «Intel» per lo scambio di know-kotu ÌQ . Questo rapporto transatlantico per lo sfruttamento della nuova tecnologia illustra uno degli aspetti più impressionanti dell ’ attuale frenetico sviluppo del settore. Nella sua edizione del 16/10/79 il «Financial Times» pubblica un elenco di 23 aziende americane di avanguardia che sono state acquistate in parte o in toto da grosse multinazionali tradizionali. Di queste acquisizioni o investimenti, nove riguardano multinazionali eu ropee, con altre cinque coinvolte in operazioni a partecipazione congiunte (joint-ventures). Commenta l ’ editorialista: il princi pio di base è questo: le multinazionali europee e persino un go verno (nel caso della Gran Bretagna) vogliono l ’ accesso alle frontiere più avanzate della tecnologia, mentre le aziende ame ricane semplicemente hanno bisogno di denaro. Nonostante il tasso di sviluppo dell ’ industria e l ’ appoggio cruciale dell ’ appa rato del Pentagono che continua come sempre, il fabbisogno di capitale di rischio cresce oltremisura, soprattutto quando si tratta di concorrere a livello dell ’ IBM o di Texas Instruments. Ciò che più colpisce della corsa europea per investire nella mi croelettronica americana tuttavia è, primo: il fatto che l ’ investi mento riflette non un ’ attività europea concordata, ma piutto sto concorrenziale; secondo: che alla fine del giorno la produ zione europea rimarrà profondamente dipendente dagli svilup pi californiani. Già nel 1976 fu intravista la necessità di «fare qualcosa» a livello europeo rispetto all ’ evoluzione della microelettronica americana, e fu intrapresa una serie di negoziati esplorativi 10 1 . Quali sbocchi abbiano avuto questi negoziati non è chia ro; quello che è chiaro invece è che ognuno dei principali gover ni europei (eccetto l ’ Italia) ha ormai un proprio piano naziona le per questo settore. Il governo francese dispone del Rapporto Nora-Minc che sta diventando un testo classico sul futuro del settore e il possibile impatto sociale, e ha già stanziato quasi L. 500 miliardi per appoggiare un piano di sviluppo nazionale. Tre grosse aziende francesi, St. Gobain, Matra e Thomson CSF, hanno già intrapreso dei joint-ventures con aziende americane 12 . Il Ministero della ricerca della RFT ha recente mente deciso di stanziare un miliardo di marchi (L. 500 miliar di ca.) a sostegno dell ’ industria nazionale dell ’ informatica, con ambiziosi obiettivi di aumentare la conoscenza generale delle novità oltre che di appoggiare la ricerca e lo sviluppo tedesco tout court 13 . Le attività febbrili del governo inglese vengono esaminate nella parte che segue. Se, dicono le compagnie euro pee come Siemens o Philips, noi avessimo un vero mercato uni to di 200 milioni di persone come gli americani, oppure forze armate inter-europee con specificazioni standard, o persino si stemi post-telegrafonici integrati su scala europea, tutto po trebbe essere diverso. Ci si potrebbe chiedere: a che cosa do

10 «Economist», 20-26.10.79; «Financial Times», 21.9.76; CIS, op. cit., pp. 13-14. 11 «Financial Times», 21.9.76. 12 «Unità», 18.11.79; CIS, op. cit., pp. 15, 39. 13 «La Stampa», 24.10.79.

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